Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensione casalinghe a 57 e 65 anni: cifre, versamenti, requisiti

A chi spetta la pensione casalinga e come si fa a fruirne? Ecco la dettagliata guida alla misura.

La chiamano pensione casalinghe, ma può essere percepita anche dagli uomini. Si tratta di una misura Inps destinata a chi si dedica totalmente alla cura della casa e della famiglia, senza alcun vincolo di subordinazione e senza percepire alcuno stipendio. Anche per questi soggetti, nella stragrande maggioranza donne (ma come detto, la misura vale anche per gli uomini che sono sempre di più quelli che si dedicano alla cura della famiglia), c’è un Fondo ad hoc dedicato in cui versare contributi per poter ottenere la pensione in futuro.

Pensioni casalinghe: come funziona?

In pratica, pur non avendo alcun rapporto lavorativo, né autonomo né subordinato, i casalinghi possono percepire una loro pensione purchè versino contributi al Fondo casalinghe istituito dall’Inps. Da anni quindi la figura della casalinga sta assumendo una certa rilevanza, come dimostra anche la particolare assicurazione casalinghe che da anni ha avvito l’Inail per coprire queste persone da eventuali infortuni domestici che sono molto frequenti. Adesso oltra che dal punto di vista infortunistico, la figura della casalinga si è dotata di uno strumento previdenziale.

La pensione casalinghe è una prestazione previdenziale che può essere erogata o per invalidità della casalinga, o al compimento di una determinata età. E la pensione erogata è commisurata all’entità dei contributi versati al Fondo casalinghe. Possono iscriversi al Fondo (l’iscrizione è necessaria per poter versare contributi ed è assoggettata ad approvazione da parte dell’Inps), i soggetti di età compresa tra 16 e 65 anni. Come anticipato in premessa, è necessario per poter iscriversi, non svolgere alcuna attività lavorativa, ne autonoma ne da lavoro subordinato.

Inoltre occorre che l’attività di casalinga non sia remunerata e sia prestata a titolo gratuito senza alcun obbligo di subordinazione da soggetti terzi. Le uniche attività consentite che permettono comunque di poter accedere al Fondo sono quelle che prevedono versamenti contributivi di poco conto, che in genere non coprono tutte le 52 settimane di cui è formato un anno lavorativo.

L’iscrizione al Fondo e importi da versare

Per l’iscrizione all’apposito Fondo, l’Inps ha prodotto una procedura telematica con cui procedere. Le vie per iscriversi sono sempre le stesse e cioè utilizzare i servizi gratuiti offerti dai patronati, oppure per chi ne è in possesso, Pin dell’Inps, carta d’identità elettronica, carta nazionale dei servizi (CNS) o sistema pubblico di identità digitale (Spid).

A domanda accolta da parte dell’Inps, l’interessato può iniziare a versare. Al riguardo occorre dire che l’istituto previdenziale provvede all’invio dei bollettini al domicilio del richiedente.

Bollettini in bianco naturalmente, perché i versamenti al fondo sono liberi. Non ci sono limiti di importo o scadenze per il versamento al Fondo. L’importo minimo per vedersi accreditati un mese pieno di contributi è di 25,82 euro. In altri termini, un anno di versamenti al Fondo, si considera pieno ai fini pensionistici col versamento di 310 euro.

I versamenti seguono l’anno solare, cioè se si versano in un anno più di 310 euro, l’eccedenza non da diritto a ulteriori mesi di contribuzione l’anno successivo, o alla copertura di eventuali ammanchi di versamento degli anni precedenti. Versare meno del minimale di 310 euro significa coprire solo parte dell’anno di contribuzione, in proporzione a quanto versato.

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Il calcolo della pensione nel fondo casalinghe

Occhio ai versamenti, perché va detto che la pensione del fondo casalinghe viene calcolata con il sistema contributivo. Più si versa più si prende di pensione.

I versamenti effettuati sono rivalutati in base a un tasso di capitalizzazione basato sull’incremento quinquennale del Pil nominale. Il totale dei contributi versati, cioè il cosiddetto montante dei contributi, naturalmente rivalutato, viene trasformato in pensione mensile tramite coefficienti di trasformazione.

La pensione casalinghe può essere percepita già a 57 anni, ma a condizione che l’assegno pensionistico sia almeno 1,2 volte l’assegno sociale (più o meno 550 euro al mese).

Per ottenere la pensione, già a 57 anni è necessario avere versato almeno cinque anni di contributi. Tutti questi vincoli scompaiono a 65 anni, quando cioè a prescindere dagli importi o dai versamenti, la casalinga ottiene comunque la pensione.