Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

26
Gen

Pensione bloccata, chiama la banca: per noi ‘lei è morto’

In Veneto un pensionato telefona alla banca per capire perché la pensione non arriva, scoprendo di essere la vittima di un caso di omonimia.

A volte uno scambio di nome può comportare perfino il blocco dell’assegno pensionistico. La vicenda è capitata ad un pensionato di Ponte nelle Alpi (Belluno), il quale si è trovato a vivere una situazione paradossale. Notando che l’accredito del proprio assegno pensionistico tardava ad arrivare, ha deciso infatti di contattare il proprio istituto di credito per sincerarsi di cosa avesse bloccato il flusso di pagamento.

La risposta della banca è di quelle che non si dimenticano. “Per noi lei è morto” hanno fatto sapere dall’istituto, spiegando che il sistema aveva ricevuto la segnalazione dall’Inps. In questi casi, la prassi ordinaria consiste proprio nella sospensione del pagamento. Il problema evidentemente era riferibile ad uno scambio di persone.

L’effetto della burocrazia e l’errore nel certificato di morte

Risalendo alle cause del problema, è emerso che il blocco era stato generato da un errato certificato di morte prodotto dall’Ospedale nel quale era effettivamente avvenuto il decesso di un cittadino omonimo residente nella zona di Pian di Vedoia, sebbene con altri dati anagrafici differenti.

In particolare, nell’area sono presenti tre diverse persone con medesimo nome e cognome, ma tutte di età diversa. La sostituzione del codice fiscale corretto ha quindi dato il via all’errore di fondo, che è stato perpetrato dalla macchina burocratica. “Sono vivo e vegeto, fortunatamente, tutto alla fine si è risolto e al più presto la pensione arriverà. È stato un errore comprensibile e speriamo che mi allunghi la vita”, ha dichiarato Gaetano Costantini commentando la vicenda per Il Gazzettino.

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