Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensione: aumenti in arrivo dopo una recente sentenza della Cassazione, ecco perché

Una sentenza della Cassazione ha prodotto una modifica interpretativa agli adeguamenti delle pensioni al tasso di inflazione.

Una rivalutazione più vantaggiosa per i pensionati è quello che stabilisce una pronuncia della Suprema Corte di Cassazione. Tradotto in termini pratici, aumenti di pensione per via di una più favorevole per i pensionati, rivalutazione dei trattamenti previdenziali con il meccanismo della perequazione. Ma di cosa si tratta e per chi questa notizia è vantaggiosa? Vediamo di approfondire meglio quello che hanno prodotto i giudici della Suprema Corte.

Perequazione sul netto e non sul lordo della pensione

Il noto sito di informazione legale “Laleggepertutti.it” ha dato ampio risalto a questa sentenza della Cassazione con la quale di fatto viene cambiato il metodo comunemente utilizzato per adeguare le pensioni al tasso di inflazione.

La Cassazione ha sancito che la perequazione dei trattamenti previdenziali incassati dai pensionati, deve essere prodotta sull’assegno netto di pensione e non sul lordo. Di conseguenza sono in arrivo buone nuove per i pensionati, con rivalutazioni naturalmente più alte sulle pensioni. La sentenza è chiara per quanto riguarda la rivalutazione degli assegni, la cui aliquota deve essere applicata sul netto e non come accaduto fino ad oggi sul lordo, anche di eventuali quote incumulabili.

Perché inevitabilmente fino ad oggi molti pensionati erano penalizzati con una applicazione del meccanismo della rivalutazione dei trattamenti che avvantaggiava chi aveva un solo trattamento.

Occorre sottolineare che per esempio, le pensioni ai superstiti (reversibilità ma anche pensione indiretta), l’assegno ordinario di invalidità e i trattamenti previdenziali liquidati ma soggetti affetti da invalidità o inabilità specifica, sono ridotte per chi possiede altre entrate.

Ecco perché assume rilevanza ciò che hanno deciso gli ermellini con la perequazione delle pensioni che deve essere al netto di eventuali quote incumulabili. In pratica, se la pensione è ridotta perché si percepiscono degli altri redditi, si ottiene una rivalutazione più alta. Ecco perché con l’applicazione della nuova sentenza, molti pensionati potrebbero ricevere una rivalutazione maggiore nonostante la presenza di altri redditi.

Pensione e perequazione

Il meccanismo della perequazione è probabilmente chiaro ai più, soprattutto alla luce delle ultime modifiche normative che hanno portato ad una estensione dei pensionati a cui si applica la perequazione al 100%. Occorre ricordare che il meccanismo perequativo prevede che:

  • Rivalutazione al 100% del tasso di inflazione per le pensioni fino a 4 volte il minimo;
  • Rivalutazione al 77% del tasso di inflazione per le pensioni sopra 4 e fino a 5 volte il minimo;
  • Rivalutazione al 52% del tasso di inflazione per le pensioni sopra 5 e fino a 6 volte il minimo;
  • Rivalutazione al 47% del tasso di inflazione per le pensioni sopra 6 e fino a 8 volte il minimo;
  • Rivalutazione al 45% del tasso di inflazione per le pensioni sopra 8 e fino a 9 volte il minimo;
  • Rivalutazione al 40% del tasso di inflazione per le pensioni sopra 9 volte il minimo.