Pensione anticipata per tutti, purché costi poco: il governo apre

Il governo starebbe pensando ad una misura per tutti come opzione donna

Estendere a tutti i benefici di opzione donna. Adesso questa sembra la linea del governo Draghi. Dopo che il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok alla bozza della legge di Bilancio, il capitolo pensioni si arricchisce di nuove indiscrezioni.

Quota 102 e opzione donna prorogata sono le due novità che insieme al potenziamento dell’Ape sociale, hanno fatto capolino nella manovra.

E proprio opzione donna sarebbe la misura che il governo parrebbe intenzionato ad estendere a tutti per rispondere all’esigenza di flessibilità del sistema previdenziale. Se ne discuterà nel summit governo sindacati.

Opzione donna, e se la si estendesse a tutti?

Parliamoci chiaro, estendere opzione donna a tutti non è semplice e forse non è una soluzione che risolve il problema della rigidità dei requisiti. Oggi opzione donna consente con 35 anni di versamenti di andare in pensione a 58 anni per le dipendenti e 59 anni per le autonome. Requisiti da completare entro il 31 dicembre 2020.

La nuova opzione donna, prorogata nella bozza della manovra, prevede l’uscita a 60 anni per le dipendenti e 61 per le autonome. Servono sempre 35 anni di contributi versati al netto dei figurativi per maternità e disoccupazione e requisiti da completare entro il 31 dicembre 2021.Estendere a tutti la misura potrebbe essere la soluzione.

Pensioni, opzione contributiva per tutti, i pro e i contro

Concedere l’uscita anticipata va bene, pure il governo sembra intenzionato a rivedere la sua posizione. Ma qualsiasi intervento deve essere a basso costo per le casse dello Stato.

E quale misura meglio di opzione donna, con il suo pesante taglio di assegno? Con opzione donna di arriva a perdere oltre il 30% di assegno per via del calcolo contributivo della pensione. Taglio di assegno direttamente proporzionale agli anni di carriera che rientrano nel retributivo per ciascuna lavoratrice.

Il vantaggio di questa misura per le casse dello Stato è che l’esborso per tutti gli anni di anticipo concesso ad una lavoratrice, viene riassorbito nel medio lungo periodo dal taglio. E lo stesso accadrebbe per tutti i lavoratori se davvero la misura venisse estesa a tutti.

Dal punto di vista dei lavoratori si tratterebbe di accettare un pesantissimo taglio di assegno. Vuoi andare in pensione prima? Allora ci devo rimettere parte dell’assegno.

Come potrebbe funzionare l’opzione per tutti

Spunta «Opzione Tutti» per lasciare prima il lavoro, così titolano diversi media. La novità di quota 102 non piace si sindacati, non piace ai lavoratori e nemmeno a una parte dei partiti di governo. E sembra che adesso anche il PD sia aperto a trovare vie nuove per il post quota 100 e per agevolare le uscite.

Certo che considerare una agevolazione l’opzione donna estesa a tutti è esercizio azzardato. Perdere fino a 300 euro su una pensione da 1.000 euro non è certo una cosa facili da accettare.

Ma così operando il governo arriverebbe a centrare due obbiettivi. Uno che potremmo definire di «coscienza», perché si direbbe che il governo ha introdotto la flessibilità e la pensione anticipata per tutti.

E dall’altro, non spenderebbe granché, perché si tratterebbe di una misura con scarso appeal e destinata ad essere accettata da pochi. Certo, man mano che passano gli anni la penalizzazione è sempre meno pesante.

Lo scenario 2022 per le pensioni

I dati statistici del sistema pensionistico e del sistema lavoro sono eloquenti nell’evidenziare che ormai il sistema contributivo va per la maggiore.

Infatti circa l’85% dei lavoratori che usciranno l’anno venturo hanno una quota di contribuzione dentro il sistema retributivo. Ma è una quota sempre più piccola dal momento che sono sempre meno coloro che hanno già al 1° gennaio 1996, 18 anni di contribuzione.

Sempre meno quelli che avrebbero diritto a un calcolo retributivo fino al 2012. Per chi non ha una carriera lunga prima dell’entrata in vigore del sistema contributivo, cioè dotto i 18 anni di versamenti al 31 dicembre 1995, ha diritto al calcolo retributivo solo per i periodi antecedenti quella data.

Il taglio sarebbe nettamente inferiore e quindi sostenibile per i lavoratori che potrebbero quindi trovare appetibile la misura. Soprattutto se si tratta di una uscita dai 60 anni come promette una eventuale opzione donna per tutti.