Pensione anticipata nel 2022: quando l’età non serve

Con i requisiti congelati e la finestra confermata, resta il vantaggio per chi jha carriere lunghe e continue.

Il sistema previdenziale italiano si regge su due misure che potremmo definire, cardini del sistema. Abbiamo la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata. La prima è quella collegata al doppio vincolo anagrafico e contributivo. La seconda invece ha il solo vincolo dei contributi. Ed il nostro focus di oggi riguarda proprio le pensioni anticipate, sia ordinarie che quelle per i pochi eletti previste dalla quota 41.

Le pensioni anticipate nel 2022

Andare in pensione una volta raggiunta la giusta età contributiva e senza alcun limite di età, questo è il principio cardine su cui si reggono le cosiddette pensioni anticipate, quelle nate con la legge Fornero in sostituzioni delle ben più favorevoli pensioni di anzianità.

D’altronde, la riforma delle pensioni, «lacrime e sangue» della Professoressa Elsa Fornero e del suo governo tecnico guidato da Mario Monti, inasprì i requisiti per le pensioni, ed anche le misure scollegate da limiti anagrafici.

E così che scatto dopo scatto, dal 2012 le pensioni anticipate, o meglio, i requisiti per le pensioni anticipate, sono saliti a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne.

Nel 2022 le soglie resteranno le medesime, perché non ci sono stati scatti legati alle aspettative di vita degli italiani. A dire il vero sulle pensioni anticipate il blocco resterà tale fino al 2026, perché si è deciso così. Ma come è stato stabilito dal 2021, cambia il sistema delle decorrenze, con le pensioni anticipate che precedono 3 mesi di finestra.

Anche nel 2022 quindi, la pensione decorre dopo tre mesi dalla data di maturazione del diritto alla pensione, cioè dal completamento della soglia dei 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini o dal completamento della soglia di 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Finestra pure per i quota 41

Nel frattempo il sistema si è dotato di svariate misure di pensionamento anticipato, anche se piuttosto limitate in quanto a platea di beneficiari. Opzione donna, quota 100, Ape Sociale, anticipata contributiva e così via. Tante misure ma quasi tutte con il doppio vincolo delle due età, anagrafica e contributiva.

Solo una è la misura che non prevede vincoli di età proprio come le pensioni anticipate ordinarie. Parliamo di quota 41 per i precoci. Si tratta però di una misura che è nata per rispondere all’esigenza del sistema, di dotarsi di strumenti di pensionamento anticipato per determinate categorie di soggetti maggiormente bisognosi di uscite agevolate.

Anche nel 2022 la misura sarà in vigore, anche perché oramai strutturale. E basteranno 41 anni di contributi versati a prescindere dall’età anagrafica. Di questi 41 anni però, almeno uno deve essere stato versato prima del compimento dei 19 anni di età. Si tratta della principale condizionalità della misura che è destinata in effetti ai cosiddetti, precoci.

L’anno di contribuzione antecedente il 19imo anno di età non deve essere necessariamente continuativo ma può essere completato pure da tante frazioni di versamento. Anche per la quota 41 però, vige il sistema della finestra mobile, con la decorrenza della prestazione che slitta di 3 mesi dalla data di maturazione del diritto alla pensione.

Oltre che essere dedicata ai precoci, la misura prevede vincoli di platea ben precisi. Infatti occorre essere alternativamente:

  • Disoccupati con Naspi completata almeno 3 mesi prima di uscire dal lavoro;
  • Invalidi con più del 74% di invalidità certificata dalle competenti commissioni mediche Asl;
  • Persone che assistono da almeno 6 mesi prima della domanda di pensione, parenti stretti disabili e con essi conviventi;
  • Lavoratori che in 7 degli ultimi 10 anni o in 6 degli ultimi 7 anni, hanno svolto lavori gravosi.