Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensione anticipata nel 2021: ecco quando si può uscire prima dei 60 anni di età

Per andare in pensione prima dei 60 anni si può ricorrere a diverse opzioni anticipate, ma serve un’anzianità importante di contribuzione. L’eccezione della previdenza complementare, dove bastano 5 anni di versamenti.

Con l’arrivo della legge di bilancio 2021 ci saranno solo alcuni ritocchi alle pensioni anticipate. Il quadro delle regole di uscita flessibile dal lavoro resta pressoché invariato, di fatto prorogando alcune misure in scadenza. A livello pratico, anche nei prossimi mesi sarà possibile ottenere la quiescenza prima dei 60 anni, ma lo schema generale delle uscite resta legato nella maggior parte dei casi a una storia contributiva importante.

In questo senso, appare importante una premessa. Per poter comprendere quali sono le prospettive di pensionamento anticipato del singolo lavoratore è indispensabile avere a disposizione il proprio estratto conto contributivo. Il documento è accessibile dall’area riservata Inps del lavoratore, oppure in alternativa può essere prodotto dal patronato di fiducia (che si occuperà anche d’indicare al pensionando quali sono le opzioni più vicine di uscita).

Pensioni anticipate prima dei 60 anni nel 2021: ecco le opzioni disponibili in via ordinaria

Dal punto di vista pratico, la misura di riferimento per l’accesso alla pensione nel 2021 resta la pensione di vecchiaia, accessibile a 67 anni di età e con almeno 20 anni di versamenti. Al fine di ottenere un prepensionamento prima dei 60 anni occorre quindi fare riferimento alle opzioni di quiescenza rese possibili grazie alle regole generali di flessibilità, oppure ad alcune sperimentazioni in corso di validità.

Per i lavoratori che hanno iniziato a versare contributi in giovanissima età il primo riferimento possibile è la pensione anticipata della legge Fornero (corrispondente alla vecchia pensione di anzianità). Nel 2021 sarà possibile uscire dal lavoro indipendentemente dall’età anagrafica con almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti. Le donne possono usufruire di uno sconto di un anno, ottenendo un assegno pensionistico con 41 anni e 10 mesi di contribuzione.

Resta poi aperta la possibilità della quota 41 per i lavoratori precoci che hanno versato almeno un anno di contributi prima del 19mo anno di età e che rientrano in uno dei quattro casi previsti dalla legge (disoccupati di lungo termine, invalidi, caregiver e lavoratori che hanno svolto le attività gravose e usuranti riconosciute).

Pensioni anticipate e flessibilità in uscita dal lavoro: l’opzione donna e la RITA della previdenza complementare

Per le lavoratrici che hanno accumulato almeno 35 anni di versamenti resta possibile l’accesso alla pensione anticipata anche tramite l’opzione donna. La legge prevede la maturazione di almeno 58 anni di età (59 anni se autonome), ma obbliga al penalizzante ricalcolo contributivo dell’assegno. L’operazione è irreversibile, quindi anche in questo caso il consiglio è di rivolgersi a un patronato per verificare a quanto ammonta la perdita sulla pensione.

Infine, chi ha perso il lavoro essendo iscritto da almeno 5 anni alla previdenza complementare può beneficiare della rendita integrativa temporanea anticipata (RITA). In questo caso, per uscire prima dei 60 anni è necessario risultare disoccupati da almeno 24 mesi e maturare l’assegno di vecchiaia entro i 10 anni successivi alla data di accettazione della pratica.