Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensione anticipata, ecco la guida per capire se si può uscire prima dal lavoro

I lavoratori che desiderano ottenere una pensione anticipata possono eseguire alcuni passaggi specifici per comprendere quali sono le possibilità di uscita dal lavoro e per inoltrare la propria domanda all’Inps.

La pensione anticipata resta un obiettivo per moltissimi lavoratori che hanno accumulato diverse decine di versamenti alle spalle e che si trovano in età avanzata con il desiderio o la necessità di passare maggiore tempo in famiglia o di occuparsi della propria salute. Un dato di fatto che appare ancora più rilevante se si considerano gli inevitabili effetti socio-economici della crisi dovuta al Coronavirus.

Proprio nel pieno della pandemia l’Inps ha pubblicato una guida in otto passaggi destinata a rendere maggiormente consapevoli i lavoratori rispetto a quelle che sono le possibilità di prepensionamento disponibili nel nostro sistema previdenziale. Il punto di riferimento resta però la pensione di vecchiaia, raggiungibile con i requisiti standard previsti dall’ordinamento. Nel 2020 questi corrispondo a 67 anni di età e 20 anni di versamenti.

La guida a otto passi dell’Inps per andare in pensione anticipata

L’ente pubblico di previdenza ha pubblicato lo scorso aprile una guida in otto passi nella quale si spiega come verificare se si può andare in pensione anticipata e quali procedimenti seguire per richiedere l’assegno nel caso in cui si posseggano i requisiti previsti dalla legge. Il primo punto invita a verificare i propri requisiti anagrafici e contributivi per la pensione di vecchiaia e anticipata nel corso dell’anno.

Stante i già citati parametri dell’assegno di vecchiaia, la pensione anticipata secondo la legge Fornero richiede almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti (un anno in meno per le donne) indipendentemente dall’età anagrafica raggiunta. Non si applicano penalizzazioni al futuro assegno e tali requisiti restano validi fino al 31 dicembre del 2026.

Al lavoratore si consiglia di effettuare una verifica dei contributi presenti all’interno del proprio estratto conto contributivo e in caso di dati incompleti di chiedere un aggiornamento o una correzione. Per correggere le anomalie sarà necessario avere la relativa documentazione in formato elettronico, in modo da poter dimostrare i contributi mancanti per il periodo di lavoro oggetto di errato accredito.

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Pensioni anticipate: gli altri passaggi suggeriti dall’Inps

Sempre tra i suggerimenti citati all’interno del documento Inps “Lavoratori interessati alla pensione anticipata: guida in 8 passi” troviamo citate le diverse opzioni di flessibilità disponibili in via sperimentale per poter accedere all’Inps. Si suggerisce quindi di verificare se si possiedono:

  1. i criteri della pensione anticipata con la quota 100, ovvero 62 anni di età e 38 anni di contribuzione da maturare entro il 31 dicembre 2021;
  2. quelli per l’opzione donna, ovvero 58 anni di età (59 anni se sussistono contratti da lavoro autonomo) e 35 anni di versamenti, accettando il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno;
  3. vi è poi la quota 41 per i lavoratori che hanno almeno un anno di contribuzione prima del 19mo anno di età e che rientrano trai i casi decisi dal legislatore, ovvero disoccupazione, invalidità, caregiver o attività usuranti;
  4. con gli stessi casi è disponibile anche l’APE sociale a partire dai 62 anni di età e con 38 anni di versamenti;
  5. infine, se si hanno versamenti in altre casse professionali è possibile valutare con 40 anni di contributi la pensione di anzianità in regime di totalizzazione.

Come richiedere una valutazione approfondita della propria posizione pensionistica

Se si hanno dubbi rispetto a quanto appena evidenziato sono disponibili i servizi di calcolo inseriti nel sito dell’Inps presso la sezione “la mia pensione futura: simulazione della propria pensione”. In alternativa, si può ricevere una consulenza direttamente dall’Inps tramite i canali di comunicazione disponibili in via ordinaria.

Conoscendo con precisione la propria situazione si apre anche l’opzione di valutare eventuali riscatti contributivi degli studi universitari o di periodi di lavoro compiuti all’estero, nonché avviare pratiche di ricongiunzione da altri enti previdenziali privati. Infine, tra le valutazioni da compiere c’è quella relativa alla verifica del trattamento di fine servizio o rapporto di lavoro.

Effettuati tutti questi passaggi di verifica, di procede con l’invio della propria domanda di accesso alla pensione chiedendo l’estratto conto certificativo (ECOCERT), che includerà l’attestazione analitica della posizione assicurativa con valore legale. Con questo documento è si procede all’invio della propria domanda di accesso alla pensione direttamente sul sito dell’Inps.

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