Autore: B.A

Pensione

Pensione anticipata e tasse, differenze con la pensione a 67 anni

Il trattamento fiscale per chi percepisce una pensione anticipata è uguale a chi percepisce una pensione normale.

In Italia anche nel 2020 l’età pensionabile è fissata a 67 anni. Questo limite vale per le pensioni di vecchiaia, indipendentemente se il richiedente la pensione è donna o uomo. Il limite dei 67 anni vale anche per alcune misure di pensionamento in deroga alla legge Fornero (deroga Amato o opzione Dini per esempio) e per l’assegno sociale. Nessuna distinzione nemmeno tra lavoratori autonomi o lavoratori dipendenti, perché l’età pensionabile per tutti è fissata a 67 anni.

Naturalmente ogni misura ha altri requisiti da rispettare oltre all’età anagrafica. Per chi riesce ad uscire prima del compimento del 67imo anno di età si parla di pensione anticipata. Anche in questa macro area previdenziale esistono innumerevoli misure che consentono di anticipare l’uscita prima dei 67 anni di età.

Da opzione donna all’Ape, da quota 100 alla classica pensiona anticipata (ex pensione di anzianità), si parla di pensione anticipata quando il trattamento previdenziale è riconosciuto al lavoratore prima del compimento dell’età pensionabile. Ma quali tasse si pagano con la pensione anticipata? Ecco una sintetica ma esaustiva guida.

Le misure di pensionamento anticipato, l’elenco

Come dicevamo, esiste la pensione anticipata ordinaria (fu la Fornero a chiamarla così, debellando la pensione di anzianità) che si ottiene con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le donne. Poi c’è il cosiddetto scivolo precoci, la quota 41 per disabili, caregivers, disoccupati e lavori gravosi. Queste due sono le misure che si percepiscono indipendentemente da limiti di età.

Pensione anticipata è pure quota 100, riconosciuta ai lavoratori che hanno compiuto almeno 62 anni di età e che hanno almeno 38 anni di contributi. Pensione prima dei 67 anni, esattamente a 64 anni è la pensione anticipata contributiva, con almeno 20 anni di contributi ma con limiti di importo per l’assegno previdenziale percepito. Solo per le donne poi c’è lo scivolo per le lavoratrici. Si tratta di opzione donna, per la quale servono almeno 35 anni di contributi e almeno 58 anni di età (59 se autonome). Tali requisiti devono essere centrati entro il 31 dicembre 2019.

Pensione anticipata e tasse, regole uguali rispetto alla pensione di vecchiaia

Non ci sono differenze in sede di tassazione delle pensioni in base all’età di uscita o alla misura utilizzata per uscire dal lavoro.
Tutte le tasse che gravano sulle diverse tipologie di pensione e tutte le relative detrazioni spettanti sono identiche. L’unica differenza sostanziale è l’impossibilità di cumulare il trattamento previdenziale con i redditi di lavoro. Il pensionato che percepisce altri redditi oltre alla pensione, paga più tasse perché sale il suo reddito.

Per questione di incumulabilità della pensione con altri redditi, la legge prevede che determinate pensioni non possano essere sommate ai redditi di lavoro. In casi del genere il pensionato si vedrà trattenere dall’Inps le somme non spettanti, ma che non sono una tassazione, ma un prelievo relativo a soldi che il pensionato per colpa del divieto totale o parziale del cumulo con altri redditi, non avrebbe dovuto percepire.