Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensione anticipata dai 64 anni con 20 anni di contributi: ecco chi rientra già nel 2020

La pensione anticipata del sistema contributivo puro consente già ad alcuni lavoratori di accedere all’Inps a partire dai 64 anni di età, ma i requisiti sono stringenti: le informazioni chiave per capire se si rientra nell’opzione di flessibilità.

L’accesso anticipato alla pensione con uno sconto rispetto ai criteri ordinari dell’assegno di vecchiaia continua a tenere banco all’interno del dibattito pubblico. Ma ci sono alcuni specifici profili di lavoratori che rientrano già all’interno di una specifica opzione di flessibilità prevista dalla legge Fornero e che consente l’uscita dal lavoro con circa tre anni di anticipo (l’età di maturazione dell’assegno ordinario è fissato attualmente al compimento dei 67 anni).

In particolare, per poter beneficiare di questa opportunità è necessario rientrare all’interno del sistema contributivo puro. A livello pratico, serve quindi aver iniziato a effettuare versamenti dopo il 31 dicembre 1995, ovvero lo spartiacque che separa i lavoratori che possono beneficiare del cosiddetto sistema retributivo - misto. Vediamo quindi quali sono i requisiti previsti dalla legge per ottenere la quiescenza a partire dai 64 anni di età.

Pensioni flessibili: ecco i requisiti per uscire dai 64 anni di età

Entrando nel merito dell’opzione prevista dalla riforma del 2011 voluta dal governo Monti, per alcuni lavoratori inseriti all’interno del sistema contributivo puro è già possibile ottenere la pensione anticipata a partire dai 64 anni di età, purché siano stati versati almeno 20 anni di contributi. In questo caso particolare, il legislatore ha previsto però un vincolo sulla somma erogata, che non deve risultare inferiore a 2,8 l’assegno sociale.

Quest’ultimo corrisponde a 459,83 euro al mese. Ne consegue che per poter accedere alla pensione anticipata i lavoratori dovranno maturare un futuro assegno non inferiore a 1287,52 euro. Nella fattispecie, sarà quindi necessario aver accumulato un montante di circa 276mila euro durante l’intera storia lavorativa, tenendo presente gli attuali coefficienti di conversione in rendita previsti dal sistema contributivo puro.

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Pensioni anticipate e uscita contributiva dai 64 anni: gli effetti del vincolo riguardante l’assegno minimo

Dal punto di vista pratico, appare evidente che il vincolo all’importo dell’assegno fissato dal legislatore rende attualmente piuttosto restrittive le possibilità di accesso. Infatti, considerando i 25 anni che ci separano dal 1995 (e anche tenendo conto delle rivalutazioni dei montanti avvenute di anno in anno), resta implicito che al momento possono beneficiare di questa opzione solo i lavoratori che hanno effettuato elevati versamenti (e quindi che hanno percepito stipendi medio alti nel corso della propria carriera).

Ovviamente il limite dato da questo vincolo di accesso potrebbe allentarsi in modo naturale nel corso degli anni, ma non è un caso se le parti sociali da tempo chiedono un intervento sul moltiplicatore. Ad esempio, mitigando il parametro da 2,8 ad 1,5 volte l’assegno sociale, di fatto si arriverebbe quasi a dimezzare il montante contributivo richiesto per poter beneficiare della pensione anticipata, garantendo a una platea molto più ampia di poter fare ricorso al meccanismo di pensionamento anticipato. Il tutto anche tenendo conto che nel computo appena descritto non hanno efficacia i contributi figurativi, visto che risultano validi solo per il parametro relativo all’anzianità di versamento.

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