Autore: Guido Michelini

Pensione

Pensione anticipata contributiva, tutto quello che c’è da sapere

La pensione anticipata contributiva, a chi si rivolge, quali sono i requisiti e cosa offre.

Uscire dal lavoro a 64 anni invece che a 67 e sempre con 20 anni di contributi è una specie di chimera nel sistema previdenziale italiano. Un sogno dal momento che la fa da padrona la legge Fornero e che presto le pensioni torneranno a ricollegarsi alle aspettative di vita della popolazione, allontanandosi di nuovo.

C’è una particolare misura però, che consente proprio di uscire dal lavoro con 64 anni di età e con 20 di contributi. Si tratta della pensione anticipata contributiva, misura destinata a quello spaccato del mondo del lavoro che ha carriera lavorativa iniziata dopo l’ingresso in funzione del sistema contributivo. Ma di cosa si tratta davvero, cos’è questa pensione anticipata contributiva, quali requisiti sono necessari e chi può centrarla? Ecco la guida completa alla misura.

Pensione anticipata contributiva, i beneficiari sono i contributivi puri

Man mano che passano gli anni sono sempre di più i cosiddetti contributivi puri, lavoratori che hanno iniziato a versare contributi dopo l’ingresso del sistema contributivo. La linea di demarcazione di questo nuovo sistema di calcolo dei trattamenti previdenziali è il 1° gennaio 1996.

Per contributivi puri si intendono tutti quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare dopo il 1995. Lavoratori quindi privi di anzianità antecedente il 1° gennaio 1996 e che avranno in un modo o nell’altro, con una misura o con l’altra, la loro pensione calcolata con il sistema contributivo. Ed è proprio a questa fetta di lavoratori che si allaccia questa particolare misura previdenziale oggetto della nostra guida, cioè la pensione anticipata contributiva.

Pensione anticipata contributiva, come funziona?

Come anticipato in premessa, con la pensione anticipata contributiva si può uscire dal lavoro già a 64 anni di età con il contestuale raggiungimento di almeno 20 anni di contributi accreditati. Una volta raggiunte queste due soglie, e naturalmente, non avendo anzianità contributiva precedente l’ingresso nel sistema della riforma Dini (1° gennaio 1996), il lavoratore può pensionarsi con questa misura.

Anche la pensione anticipata, alla stregua di quella di vecchiaia, ha una sua opzione contributiva, versione della misura riservata esclusivamente ai contributivi puri. Anche se si chiama pensione anticipata contributiva, questo strumento è piuttosto differente dalla pensione anticipata ordinaria.

Infatti, la pensione anticipata ordinaria è la misura che consente di uscire dal lavoro senza alcun limite di età e solo al raggiungimento di una determinata quota di anni di contributi versati (42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, ndr). La pensione anticipata contributiva oltre al requisito contributivo dei 20 anni, prevede il requisito anagrafico dei 64 anni.

E dal punto di vista dei requisiti, nonostante si chiami anticipata, questa misura sembra più uno scivolo rispetto alla pensione di vecchiaia ordinaria, con i suoi 67 anni di età e 20 di contributi.

Nello specifico quindi, con la pensione anticipata contributiva, tutti coloro che hanno cominciato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 possono andare in pensione con soli 20 anni di contributi -ma con 3 anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia.

Pensione anticipata contributiva, alcuni chiarimenti

La misura risulta piuttosto appetibile a molti lavoratori che si trovano ad aver raggiunto i requisiti prima citati. Occorre sottolineare però, che dal punti di vista del requisito contributivo, i 20 anni di contribuzione devono essere solo effettivi, poiché per completare il requisito non hanno valore i contributi figurativi.

Oltre al doppio requisito anagrafico contributivo, per avere accesso a questo particolarissimo canale di uscita agevolata dal mondo del lavoro, occorre rispettare anche un requisito economico, relativo all’importo della pensione che si andrà a percepire con la misura.

La pensione viene calcolata come detto con il sistema contributivo, e quindi piuttosto penalizzante come assegno di pensione. Ma proprio l’importo del rateo di pensione diventa fattore determinante per poter ottenere il trattamento previdenziale previsto dalla misura. Difatti, il requisito economico da raggiungere è quello relativo al fatto che la pensione percepita, cioè il primo rateo di pensione che si va ad incassare, deve essere superiore a 2,8 l’importo mensile dell’assegno sociale, più o meno 1.300 euro al mese.

Evidente che si tratta di un paletto piuttosto rilevante, perché per arrivare ad una prestazione previdenziale che preveda un importo sopra 2,8 volte l’assegno sociale, occorrono carriere con retribuzioni piuttosto elevate, alle quali coincidono pure versamenti di contributi piuttosto alti, dal momento che bastano solo 20 anni per poter accedere alla misura.

Naturalmente poi c’è tutta la parte relativa alla convenienza o meno ad accedere a questa misura. Dal momento che si rivolge ad una platea di lavoratori che gioco forza riceverà assegni di pensione calcolati con il sistema contributivo, la penalizzazione di assegno a fronte dei 3 anni di anticipo sta negli anni di contribuzione mancanti per via dell’uscita anticipata dal lavoro e nei coefficienti di trasformazione del montante contributivo in pensione.

Infatti, uscire a 64 anni anziché 67, produce una trasformazione dei contributi in pensione meno favorevole per via dei meno favorevoli coefficienti di trasformazione. In oltre, saranno anche pochi 3 anni di contributi, ma lavorare fino a 67 anni vuol dire proprio versare 3 anni in più di contributi, ovvero una pensione più alta.

L’ultima cosa da dire è che rispetto alla pensione anticipata ordinaria, questa pensione anticipata contributiva non prevede distinzioni di genere. Con la anticipata ordinaria le donne possono accedere alla pensione, a prescindere dall’età anagrafica, una volta raggiunti i 41 anni e 10 mesi di lavoro (soglie valide fino al 2026), esattamente un anno prima rispetto agli uomini. Con la pensione anticipata contributiva, i 64 anni di età e i 20 anni di contribuzione valgono tanto per le donne che per gli uomini.