Pensione anticipata contributiva per tutti, via 3 anni prima ma ad una condizione

Pensione anticipata contributiva per tutti, via 3 anni prima ma ad una condizione

Ammorbidire di qualche anno lo scalone post quota 100 ma non a tutti, lo propone l’Inps.

Ed alla fine si potrebbe arrivare ad una soluzione di compromesso tra i 67 anni di età pensionabile per la pensione di vecchiaia e i 62 anni di quota 100. Il punto infatti è sempre lo stesso. Dal 31 dicembre 2021 non si avrà più a che fare con quota 100 tranne che per gli sporadici casi di cristallizzazione del diritto alla pensione con tale misura.

E l’Inps, cioè l’Istituto previdenziale che paga le pensioni, spinge verso una misura che già oggi è attiva e che potrebbe essere estesa ed allargata a tutti i lavoratori. Parliamo della pensione anticipata contributiva.

Pensione anticipata contributiva estesa

Via dal lavoro a 64 anni, cioè con tre anni di anticipo. È questo ciò che prevede la pensione anticipata contributiva, misura oggi destinata ai soli contributivi puri e domani chissà. Infatti potrebbe essere questa la via per detonare, sia pure solo in parte, il temuto scalone di 5 anni che quota 100 lascerà.

E le possibilità che questa sia la scelta del governo in vista del prossimo pacchetto pensioni della legge di Bilancio aumentano giorno dopo giorno. Non fosse altro perché si tratta di una idea che ha dell’Inps e nel suo presidente Pasquale Tridico, lo sponsor principale.

Pensione contributiva 3 anni prima di quella normale

Ai lavoratori che presto si troveranno orfani di quota 100, potrebbe essere concessa la facoltà di uscire a 64 anni anziché a 67 anni, accettando però un taglio piuttosto netto di assegno. Infatti per poter sfruttare il vantaggio in termini di anticipo anagrafico, bisognerebbe accettare di perdere la parte di pensione calcolata col sistema retributivo.

In altri termini, pur avendo una carriera che avrebbe dato diritto ad un calcolo misto della pensione, cioè retributivo fino al 1996 o al 2011 in base alla carriera fino al 31 dicembre 1995, e contributivo poi, si deve accettare il trattamento da contributivi puri.

Pensione anticipata contributiva per tutti

Contributivi puri abbiamo detto in precedenza e va spiegato di cosa si tratta. Il contributivo puro è il lavoratore che ha una carriera lavorativa cominciata dopo il 31 dicembre 1995.

Per questo genere di lavoratore, non esiste in calcolo retributivo della propria pensione perché non ci sono contributi versati antecedenti l’entrata in vigore della riforma delle pensioni di Lanfranco Dini. E per questi lavoratori che già attualmente esiste la pensione anticipata contributiva, con uscita proprio a 64 anni con 20 anni di contributi versati.

Una misura, quella applicata a loro, senza penalizzazioni, dal momento che in ogni caso, qualsiasi sia il trattamento previdenziale loro dedicato, il calcolo retributivo non può essere considerato. L’unico vincolo è che per riuscire a sfruttare la misura, la loro prestazione deve essere pari ad almeno 2,8 volte l’importo in vigore per l’assegno sociale Inps.

Se consideriamo che per il 2021 l’assegno sociale è pari a 460 euro al mese, la pensione per i contributivi puri non deve essere inferiore a 1.288 euro al mese. Una enormità che rende la misura difficile da centrare per chi ha solo 20 anni di contributi versati o poco più.

Una misura quindi che appare destinata a chi si trova a 64 anni ed ha una carriera piuttosto lunga e prossima ai 40 anni di contributi, oppure per chi ha carriere con stipendi e versamenti previdenziali di livello elevato come importi.

Stesse difficili condizioni di accesso che avrebbero tutti i lavoratori se la misura fosse estesa come proposto pure dall’Inps senza però ritoccare il limite delle 2,8 volte l’assegno sociale.

Una anticipata contributiva dunque, si per tutti, ma complicata da centrare. È vero che la flessibilità in uscita è così, cioè deve avere condizioni tali da spostare la scelta sul come e quando uscire, verso il diretto interessato e cioè verso il lavoratore.

Ma una prestazione da 1.288 euro al mese non è roba facile da centrare, nonostante la misura nasce per rendere meno drastico il passaggio al post quota 100 di chi ha una contribuzione vicina ai 38 anni e non rientra in quota 100 perché questa misura cessa di esistere. Leggi anche: Pensione di vecchiaia anticipata 2022: requisiti e benefici