Autore: B.A

Pensione anticipata a causa del coronavirus? magari alcune aziende ci pensano, le misure esistono

Divieti e blocchi per via del coronavirus, le aziende in crisi, possibilità di pensionamento anticipato? ecco cosa offrono le norme.

Il rallentamento dell’attività o la chiusura della stessa sono ormai diventati un problema che riguarda tutta Italia. Da quando il governo ha messo in atto le misure straordinarie per contenere il pericoloso coronavirus, estendendo le limitazioni delle zone rosse a tutta l’Italia, questo è un problema che riguarda tutto lo stivale.

La situazione è già grave e probabilmente tenderà al peggioramento, perché nella migliore delle ipotesi, che dopo il 3 aprile (data di scadenza del decreto sul coronavirus), qualcosa possa tornare alla normalità, le imprese nostrane, le aziende tutte, continueranno a subire gli effetti dei vincoli e delle restrizioni.

Basti pensare che gli effetti più drastici riguardano i lavoratori di età più avanzata, quelli over 60 che sono vicini alla pensione, ma che non possono andare a lavorare perché sono i più a rischio dagli effetti terribili del Covid-19. Ecco perché tornano in auge le misure di pensionamento anticipato

Pensione anticipata per aziende in crisi

Le aziende con a libro paga almeno 15 dipendenti possono previo accordo su base sindacale, utilizzare l’isopensione. La misura prevede un anticipo fino a 7 anni rispetto alla pensione di vecchiaia o a quella anticipata. In pratica, le aziende possono decidere, visto che non hanno più bisogno dell’organico completo, di prepensionare quella parte di lavoratori dipendenti che sono più vicini alla pensione.

L’assegno straordinario di sostegno al reddito più che una vera e propria pensione è una misura più simile alla cassa integrazione. È l’azienda a sopportare il costo della misura ed al pensionato arriverebbe un assegno pari proprio alla pensione maturata fino alla data di uscita dal lavoro.

Si tratta dunque di uno strumento che non si rivolge alla generalità dei lavoratori ma ai soli dipendenti del settore privato, utilizzato in genere in caso di eccedenza di organico. E per colpa del coronavirus, esuberi aziendali potrebbero non essere rari.

Contratto di espansione

Altra misura utilizzabile potrebbe essere Il contratto di espansione. In questo caso, anticipo potenziale massimo di 5 anni. Si tratta di una misura relativamente nuova, perché è nata con il decreto crescita lo scorso anno. Rifletto alla isopensione che si rivolge a lavatori dipendenti di aziende a partire da 15 individui cine organico, il contratto di espansione riguarda aziende più grandi.

Infatti è una possibilità che è appannaggio di aziende con almeno 1.000 lavoratori dipendenti in organico. In definitiva, se l’azienda, a causa della crisi dovuta a questa situazione di emergenza collettiva, cioè a causa del coronavirus, si trova ad avere lavoratori in esubero, può optare per una delle due soluzioni pensionistiche in grado di ovviare al problema. In alternativa, si può optare per licenziare i lavoratori che a questo punto potrebbero arrivare a richiedere all’INPS l’indennità per disoccupati involontari, cioè la Naspi.