Pensione anticipata a 64 anni ma con tagli sugli assegni: ecco cosa prevede il nuovo piano del governo

Pensione anticipata a 64 anni ma con tagli sugli assegni: ecco cosa prevede il nuovo piano del governo

Pensione anticipata a 64 anni di età e 38 di contributi: il nuovo piano del governo per superare Quota 100.

Dopo diversi dibattiti sulla questione “pensioni”, il governo starebbe mettendo a punto un piano che possa finalmente superare Quota 100. Inizialmente si è parlato molto dell’opzione di introdurre un sistema pensionistico che eviti il cosiddetto ’scalone’ alla naturale scadenza di Quota 100 (prevista a fine 2021).

Di certo, ritornare nuovamente al vecchio sistema pensionistico introdotto dalla Legge Fornero, creerebbe inevitabilmente numerosi disagi: per questi motivi, il governo starebbe pensando ad un piano per superare Quota 100. Questo nuovo piano prevede un nuovo sistema di flessibilità e l’introduzione integrale del metodo di calcolo contributivo sugli anni che mancano al raggiungimento dell’età anagrafica necessaria per accedere alla pensione di vecchiaia (con penalizzazione del 2,8/3 % per ogni anno di anticipo).

Pensione a 64 anni con 38 di contributi: agevolazioni e penalizzazioni, ecco qual è il nuovo piano del governo

Il piano del governo per superare quota 100 prevede una nuova flessibilità che permette l’uscita dal lavoro con almeno 64 anni di età e 38 di contributi lavorativi versati, raggiungendo per l’appunto Quota 102.

Come viene riportato dal quotidiano economico “il Sole 24 Ore”, l’obiettivo dell’esecutivo è quello di mantenere i costi intorno ai 5 miliardi e, possibilmente, abbassarli a 3-4 miliardi circa nei prossimi anni. Basandosi su questo nuovo prospetto di Quota 102, il nuovo piano del governo prevede, dunque, delle penalizzazioni sugli assegni rispetto Quota 100 per limitare i costi dell’operazione. Secondo alcune stime, le penalizzazioni si tradurranno in tagli del 2,8% e del 3,0% per ogni anno di anticipo; pertanto verrà percepito il 12% di assegno in meno per tutti quelli che vorranno andare in pensione con Quota 102 ovvero con 64 anni di età e 38 di contributi lavorativi.

E’ chiaro che, inevitabilmente, il taglio sugli assegni rappresenterà uno degli argomenti più dibattuti tra il governo e i sindacati nei prossimi mesi.

Tuttavia il nuovo piano non prevede soltanto delle penalizzazioni: infatti potrebbero essere previste anche delle agevolazioni per le categorie che necessitano di maggiore tutela come, per esempio, i lavoratori che si occupano di lavori gravosi per i quali dovrebbe rimanere in vigore una sorta di Quota 100 che prevede, per l’appunto, una soglia più bassa rispetto alla norma prevista per le altre categorie di lavoratori.

Dall’altro lato, rimane ancora un cospicua barriera tra governo e sindacati: questi ultimi puntano ancora ad una soluzione di maggiore flessibilità proponendo una sorta di quota 41 per tutti e non solo per il lavoratori precoci.

D’altro canto questa proposta lanciata dai sindacati sembra avere un esito insostenibile sul piano economico in quanto i costi per sostenere tale operazione raggiungerebbero cifre da capogiro, intorno ai 20 miliardi di euro. E non solo. Una soluzione simile farebbe saltare le altre voci in previsione nella riforma, quali: la pensione di garanzia per i giovani e la rivalutazione degli assegni, rimasta ferma dall’ultima legge di Bilancio.

Intanto rimangono altri nodi da sciogliere come il problema della pensione integrativa e gli sconti fiscali. Nel contempo la legge di bilancio 2021 che verrà approvata alla fine dell’anno includerà la proroga sia dell’Ape Sociale che di Opzione donna.