Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensione anticipata 42 anni e 10 mesi di contributi: la riforma delle pensioni la cancella?

Cosa accadrà alla pensione anticipata ordinaria con la riforma delle pensioni in arrivo?

Il sistema previdenziale italiano ha bisogno di un netto restyling perché la riforma Fornero ha spostato in avanti nel tempo tutte le misure pensionistiche disponibili, anche quelle strutturali. Parliamo di pensione di vecchiaia e pensione anticipata, i due pilastri del sistema. Per esempio, la pensione anticipata fu ribattezzata così proprio dalla Fornero e per via del collegamento alla stima di vita degli italiani, la misura è arrivata a 42 anni e 10 mesi di contributi necessari per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

La riforma Fornero sostituì le vecchie pensioni di anzianità con questa pensione anticipata. Adesso che siamo in procinto (anche se ancora allo stato embrionale) di una nuova riforma, cosa accadrà alle pensioni anticipate? Verranno cancellate o sostituite?

Pensioni anticipate e nuova riforma delle pensioni, il punto della situazione

Quando parliamo di pensione anticipata ordinaria, così come delle vecchie pensioni di anzianità, parliamo di strumenti pensionistici che non hanno un aggancio all’età pensionabile. Si può andare in pensione a qualsiasi età una volta raggiunto un determinato numero di anni di contributi.

Oggi la pensione anticipata prevede l’uscita a prescindere dall’età, una volta completati i 42,10 anni di contributi versati (donne 41,10). Si tratta di una misura strutturale che difficilmente può essere revocata, abrogata o depennata dal nostro ordinamento.

Corretta e modificata, come dimostra l’intervento 2012 del governo Monti/Fornero è possibile. I sindacati da anni chiedono ai governi che si sono succeduti, un intervento in modifica che riporti indietro la soglia di anzianità di carriera utile a lasciare il lavoro indipendentemente dall’età.

Chiedono quota 41 per tutti. Una misura difficile da approvare soprattutto oggi. Infatti il governo è schiacciato dalla spesa pubblica da calmierare e dalle richieste di Bruxelles che adesso tiene il coltello dalla parte del manico per via del Recovery Fund e dei soldi che deve erogare all’Italia.

Quota 41 nuova pensione anticipata?

Ipotizzando quello che oggi appare assurdo, cioè un ritorno alle vecchie pensioni di anzianità, se non a 40 anni, almeno con la quota 41 per tutti che i sindacati (ma anche la Lega e Salvini sono tra i più fermi “sponsor” della misura) chiedono, la pensione anticipata potrebbe cambiare nome, ma nella sostanza resterebbe la stessa, solo con una uscita con meno anni di carriera alle spalle.

La soluzione che potrebbe essere utilizzata sarebbe quella di prevedere penalizzazioni di assegno, con un ricalcolo contributivo generalizzato su tutta la carriera del lavoratore richiedente, o usando coefficienti di trasformazione dei contributi in assegno di pensione più penalizzanti per il pensionato.

In questo caso, la quota 41 potrebbe affiancarsi alla pensione anticipata ordinaria e non cancellarla, lasciando al lavoratore la scelta di poter optare per una uscita anticipata con penalità, o una pensione anticipata classica.