Pensione anticipata 2021: come si calcola, chi ci rimette e suggerimenti

Pensione anticipata 2021: come si calcola, chi ci rimette e suggerimenti

Uscire dal lavoro con la pensione anticipata, la guida al calcolo e alcuni chiarimenti.

Pensione anticipata ordinaria, quota 41, quota 100 e così via. Sono molte le misure che operando in deroga alla normativa vigente sull’età pensionabile dei 67 anni, consentono uscite anticipate dal mondo del lavoro.

Alcune senza limiti di età, altre con un numero di anni inferiore ai 67 anni, tutte le misure previdenziali che permettono uscite anticipate vanno a liquidare la pensione con importi inferiori rispetto ad una uscita a 67 anni.

Non sempre sono le penalizzazioni inserire nella misura a causare l’importo più basso, perché uscire prima dal lavoro significa accettare di prendere meno di pensione. Per questo occorre approfondire l’argomento relativo al metodi di calcolo delle pensioni anticipate.

Pensione anticipata, come si calcola?

La totalità dei trattamenti previdenziali che non prevedono calcoli di pensione col sistema contributivo e basta, sono considerate misure da sistema misto. E per questo l’importo dell’assegno viene calcolato secondo alcune regole ben precise.

La pensione viene calcolata col sistema retributivo per contributi versati fino al 31 dicembre 2011, mentre col sistema contributivo per i periodi successivi. Questo però solo per chi possiede almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.

Infatti per chi non ha almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, la pensione è calcolata col sistema retributivo per contributi versati fino al 31 dicembre 1995, mentre col contributivo per gli altri periodi di contribuzine. Per coloro la cui carriera è iniziata dopo il 31 dicembre 1995, l’intero trattamento è calcolato col sistema contributivo. Questi soggetti vengono chiamati proprio per questo, contributivi puri.

Pensione anticipata 2021: vantaggi e svantaggi

Evidente che più pensione è calcolata con il sistema retributivo più sarà elevato l’assegno. Col retributivo il calcolo è basato sulle ultime retribuzioni prese dal lavoratore. Con il calcolo contributivo invece è il totale dei contributi versati (cd. montante dei contributi) ad essere alla base del calcolo.

Capita però che ci siano periodi di retribuzione negli ultimi anni di carriera, meno favorevoli a sal lavoratore. Per chi gode ancora di un calcolo retributivo della pensione i periodi di retribuzione bassa possono essere eliminati da calcolo proprio per evitare il loro negativo impatto sulla pensione. L’istituto è la sterilizzazione dei contributi.

La pensione col sistema contributivo, o la parte di pensione calcolata in base a tale sistema è assoggettata ai coefficienti di trasformazione dei contributi in pensione. È evidente che prima si esce dal lavoro meno si prende di pensione proprio perché i coefficienti funzionano in modo tale che più bassa è l’età di uscita più bassa è la pensione.

Il principio è che un lavoratore che va in pensione più giovane, godrà per più anni della pensione rispetto ad un pensionato con uscita più in avanti con gli anni. Per questo le regole prevedono la liquidazione di una pensione più bassa per i primi rispetto ai secondi. Leggi anche: Pensioni: la riforma Fornero si può correggere, ecco come