Pensione a 66 anni e 7 mesi anche nel 2021, ecco per chi

Pensione a 66 anni e 7 mesi anche nel 2021, ecco per chi

Anche nel 2021 sarà possibile ottenere il pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi per alcune categorie di lavoratori.

Ad introdurre la possibilità di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi (anziché a 67 anni come previsto per la generalità dei lavoratori) per coloro che nella vita hanno svolto mansioni particolarmente faticose, è stata la legge di Bilancio 2018.

La particolarità per questi lavoratori, però, è che per fruire dello sconto sull’età di accesso devono aver maturato almeno 30 anni di contributi (in caso contrario accedono al compimento dei 67 anni come tutti gli altri lavoratori).

Pensione a 66 anni e 7 mesi, per chi?

Essendo stato congelato l’aumento dell’età pensionabile per il biennio 2021/2022, anche il prossimo anno lavoratori usuranti e gravosi potranno continuare ad accedere al pensionamento di vecchiaia al compimento dei 66 anni e 7 mesi.

Ma per questi lavoratori oltre all’età ed ai 30 anni di contributi minimi richiesti per l’accesso anticipata alla pensione di vecchiaia, è richiesto il rispetto di determinate condizioni.

Per i lavoratori gravosi è necessario aver svolto la mansione gravosa per almeno 7 anni nei 10 anni che precedono il pensionamento. Inoltre per il raggiungimento dei 30 anni di contributi, infatti, è richiesto che non si possa cumulare la contribuzione presente in gestioni diversi rispetto a quella che liquida il trattamento pensionistico ed è necessario che nel momento dell’accesso alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi, non siano titolari di ape sociale.

Per i lavoratori usuranti, invece, è richiesto che l’attività usurante sia stata svolta o per la metà della vita lavorativa o per almeno 7 anni nei 10 anni che precedono la domanda di pensione. Anche in questo caso per il raggiungimento dei 30 anni di contributi, è richiesto che non si possa cumulare la contribuzione presente in gestioni diversi rispetto a quella che liquida il trattamento pensionistico ed è necessario che nel momento dell’accesso alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi.

I benefici sopra descritti, ed è bene ricordarlo, sono destinati ad i soli lavoratori dipendenti e non possono accedervi, di conseguenza i lavoratori autonomi, anche se hanno svolto le medesime mansioni.