Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensione a 63 anni per chi ha perduto il lavoro: requisiti e condizioni

Anticipo pensionistico a carico dello Stato per chi ha perso il lavoro, ma a determinate condizioni.

Entro il 31 dicembre 2020 alcuni disoccupati potranno ancora accedere all’Anticipo Pensionistico a carico dello Stato. Si tratta di una misura destinata a diverse categorie di soggetti disagiati, tra cui i disoccupati. Parliamo dell’Ape Social, misura che scadrà il 31 dicembre prossimo, anche se corre voce che la misura verrà prorogata. Naturalmente non tutti i disoccupati avranno accesso a questa misura, condizionata da determinati e precisi requisiti. Vediamo a chi si rivolge la misura che ricordiamo, consente la pensione a 63 anni.

Anticipo pensione a 63 anni per disoccupati, i requisiti

Se consideriamo che la pensione di vecchiaia è una misura strutturale che consente il pensionamento a 67 anni di età, la pensione concessa dall’Ape sociale è di ben 4 anni anticipata. Infatti l’anticipo pensionistico sociale permette di uscire dal lavoro già a 63 anni, ma occorre essere innanzi tutto appartenenti a categorie di disagiati. Parliamo di invalidi, di soggetti che hanno parenti invalidi a carico, di lavoratori alle prese coi lavori gravosi e di disoccupati. Per quest’ultimi però oltre allo stato di disoccupazione alla data di presentazione della domanda, occorrono altri requisiti da centrare.

Anticipo pensionistico a carico dello Stato ma solo per chi ha perso il lavoro da diverso tempo

La domanda di Ape sociale può essere presentata da chi è disoccupato da diverso tempo. La definizione di diverso tempo va interpretata come interruzione del rapporto di lavoro più il periodo di copertura da Naspi. Infatti per poter avere accesso all’Ape Sociale occorre che il disoccupato abbia terminato di percepire la Naspi da almeno 3 mesi prima di presentare la domanda di pensionamento.

Naturalmente servono anche almeno 63 anni di età già compiuti sempre alla data in cui si presenta domanda di pensione, e almeno 30 anni di contribuzione versata. L’Ape sociale è una misura a metà tra il previdenziale e l’assistenziale ed è una misura che non prevede reversibilità mortis causa del beneficiario, ne tantomeno la tredicesima mensilità.

Domanda entro la fine del 2020

I requisiti vanno detenuti entro la fine del corrente anno, perché come dicevamo in premessa, l’Ape sociale è una misura che scadrà il 31 dicembre prossimo. Infatti si tratta di una misura nata con l’ultimo governo PD, con la legge di Bilancio del governo Gentiloni (nato a seguito della fine del governo Renzi dopo la sconfitta di Matteo al referendum costituzionale), che ha subito già una proroga lo scorso anno e che adesso non è detto che venga confermata.

Da questo punto di vista però, appare certo che la misura ha molte probabilità di essere confermata anche per il 2021, dal momento che si tratta di una misura che si rivolge a una piccola platea di beneficiari, che gravano in particolari e disagiate condizioni di reddito, lavoro o salute.