Pensione a 63 anni, occorre fare presto, occhio alla data del 15 luglio

Pensione a 63 anni, occorre fare presto, occhio alla data del 15 luglio

I requisiti per l’anticipo pensionistico possono essere completati anche fino a fine anno, ma occorre presentare domanda entro il 15 luglio, ecco perché.

La legge di Bilancio entrata in vigore a gennaio scorso, ha destinato più soldi per l’anticipo pensionistico che tra l’altro è stato prorogato anche nel 2021 quando invece avrebbe dovuto chiudere i battenti a dicembre 2020. L’Ape sociale è una misura a metà strada tra l’assistenziale ed il previdenziale ma resta un valido canale di uscita dal mondo del lavoro.

Ciò che va detto però è che occorre presentare una domanda di certificazione del diritto alla pensione prima di presentare la domanda di pensione vera e propria. Ed è questa la domanda che va presentata entro una determinata scadenza per non correre il rischio di non riuscire ad accedere alla pensione alla decorrenza prestabilita.

Ape sociale in sintesi, cos’è l’anticipo pensionistico

Chi è disoccupato e ha completato il periodo di fruizione della Naspi da almeno tre mesi, oppure chi è invalido almeno al 74%, oppure chi assiste un parente disabile in regime di convivenza da almeno 6 mesi, può accedere alla pensione con almeno 63 anni di età e con almeno 36 anni di contributi versati.

Con 36 anni di contributi e sempre a partire dai 63 anni invece, la possibilità di uscita è destinata anche a chi svolge una delle 15 attività di lavoro gravoso previste dal nostro ordinamento. La misura scadrà il prossimo 31 dicembre. Senza una proroga che ne estenda l’utilizzo anche nel 2022, solo chi completa il doppio requisito anagrafico e contributivo entro la fine del 2021 potrà sfruttare la misura.

Perché occorre presentare domanda entro il 15 luglio

L’Ape sociale non è una misura strutturale proprio perché scadrà il prossimo 31 dicembre 2021. Oltre alla sua temporaneità, il fatto che non è misura strutturale è evidente dal fatto che ogni anno (ed è successo anche con la scorsa legge di Bilancio), il governo destina dei soldi per coprire i potenziali beneficiari della misura e le loro uscite anticipate.

Quest’anno le risorse sono state superiori al passato, anche perché le categorie di soggetti a cui la misura è destinata sono tra quelle che molti considerano da tutelare anche in una ipotetica riforma delle pensioni. Ma per non rischiare nulla, occorre presentare domanda di certificazione del diritto entro il 15 luglio prossimo.

Infatti per quella data si chiude la seconda finestra annuale per la presentazione delle domande che danno diritto all’Ape sociale e riguarda quanti completano i requisiti anche dopo la stessa data ed entro il 31 dicembre 2021. Dopo la prima finestra temporale scaduta il 31 marzo scorso, adesso sta per arrivare quella del 15 luglio, la seconda. Poi ce ne sarà una terza il 30 novembre 2021.

Ma solo presentando domanda entro il 15 luglio si eviterà che l’Inps inizi a fare i conti con le risorse residue. Infatti presentando domanda dopo la data del 15 luglio, l’Inps considererà le domande soltanto se le risorse finanziarie dedicate alla misura, saranno ancora presenti, altrimenti l’uscita dal lavoro non sarà possibile.