Pensione a 62, 63 o 64 anni ma con pegno da pagare

Pensione a 62, 63 o 64 anni ma con pegno da pagare

Una cosa è una pensione con calcolo retributivo o misto, un’altra con calcolo contributivo.

Che sia quota 100 con la sua pensione a 62 anni o la nuova quota 102 con la sua pensione a 64 anni, potrebbe diventare sconveniente comunque l’uscita. Infatti sembra balenare nel governo, l’idea di puntare al calcolo contributivo per le pensioni anticipate. Una soluzione in perfetto stile opzione donna, e molte lavoratrici che hanno scelto la misura, sanno bene di che penalizzazione si parla in materia.

Fuori a 62 anni, ma con pensione tagliata

Quota 102 non piace a nessuno o quasi. Una misura che porta in là di due anni il tetto per la pensione da quotisti. Infatti quota 102 dovrebbe sostituire la quota 100, e la nuova pensione a 64 anni con 38 di contributi dovrebbe sostituire la vecchia a 62 anni con 38 di contributi. Proprio perché c’è un evidente penalizzazione per chi non riesce a centrare i requisiti per la quota 100 entro il 31 dicembre prossimo, si cercano vie diverse.

Assecondando chi vorrebbe ancora una pensione flessibile a 62 anni, il governo covata seriamente pensando. E la via sarebbe una pensione contributiva. In altri termini, verrebbe adottato il penalizzante calcolo contributivo come pegno per l’uscita in anticipo dal lavoro. Non una cosa da poco, come sanno bene le lavoratrici di opzione donna che con la penalizzazione dovuta dal sistema contributivo hanno a che fare da tempo.

Più contributi ante 1996 si hanno più si perde di assegno

Le regole del sistema previdenziale sono oramai note. Chi ha lavorato più di 18 anni prima del 1996, ha diritto al calcolo retributivo per i periodi lavorati e coperti da contribuzione fino al 31 dicembre 2011. Chi invece ha lavorato meno di 18 anni prima del 1996, ha diritto al calcolo retributivo solo fino al 31 dicembre 1995. Chi ha iniziato a lavorare solo dopo il 31 dicembre 1995 è considerato contributivo puro, e pertanto ha diritto al calcolo solo contributivo della pensione.

Una differenza netta questa che mette i primi di fronte alla penalizzazione peggiore in materia di pensione liquidata con il solo sistema dei contributi versati. Ed il taglio non è irrisorio dal momento che stando ai dati, ci sono lavoratrici che con Opzione donna hanno perduto anche il 30% e più di pensione.

Ma se con opzione donna le lavoratrici hanno potuto lasciare il lavoro ad una età considerevolmente bassa, cioè a 58 anni per le lavoratrici dipendenti ed a 59 anni per le autonome, non è così con la nuova ipotesi del governo. Infatti si lascerebbe ai lavoratori la possibilità di uscire a 62 anni come con quota 100.

Ma se con quota 100 i pensionati hanno potuto ottenere un assegno calcolato con il sistema misto ed in base a quanto detto prima sui 18 anni di versamenti prima del 1996, la nuova via sarebbe diversa. In pratica si chiederebbe ai lavoratori per uscire 5 anni prima dal lavoro, di accettare un netto taglio di assegno.