Autore: B.A

Pensione

Pensione 58 anni Opzione donna: chi in pensione nel 2021?

Con la probabile proroga di Opzione donna, nuova platea di beneficiarie.

Opzione donna è uno strumento previdenziale di pensione anticipata che ormai è diventato misura comune nel sistema previdenziale. Nata con la legge Maroni nel 2004, la misura è stata confermata persino dalla legge Fornero. Non è una misura strutturale ma ogni manovra finanziaria degli ultimi anni l’ha prorogata nonostante in materia previdenziale i soldi dei governi da riversare sulle pensioni, sono sempre pochi. D’altronde si tratta di una misura che in pratica si autofinanzia, dal momento che a fronte della pensione anticipata concessa, le lavoratrici subiscono un netto calo di assegno.

Opzione donna, cos’è?

La chiamano anche pensione anticipata contributiva donne perché a prescindere dalla data di versamento dei contributi, queste lavoratrici devono accettare il penalizzante calcolo contributivo della pensione sull’intero montante contributivo. Dal punto di vista della spesa pubblica quindi, parliamo di una misura a basso impatto e per questo anche in vista della ormai imminente legge di Bilancio 2021, la nuova proroga appare scontata.

Proroga Opzione donna 2021, penalizzazioni di assegno

Tra le misure previdenziali che dovrebbero entrare nel prossimo pacchetto pensioni della legge di Bilancio c’è la proroga di Opzione donna. Rispetto alla misura oggi in vigore e in scadenza il 31 dicembre 2020, cambia la platea delle beneficiarie, o meglio, si estende tale platea. L’attuale misura prevede la possibilità per le lavoratrici dipendenti e autonome, nate rispettivamente nel 1961 e nel 1960, di accedere alla pensione anticipata.

Come dicevamo, le lavoratrici vengono nettamente penalizzate sul calcolo dell’assegno di pensione, in quanto tale calcolo è fatto soltanto in base al metodo contributivo. Quindi anche alle lavoratrici cui spetterebbe il calcolo misto della pensione (contributivo e retributivo) devono rinunciare al metodo retributivo. Si tratta di un taglio di assegno piuttosto importante dal momento che fin dalla nascita della misura, secondo le stime dei tecnici, una lavoratrice che accede alla pensione anticipata con Opzione donna potrebbe arrivare a subire un taglio dell’assegno di pensione di circa il 30%.

Opzione donna 2021: ecco i requisiti

Se verrà, come sembra, confermata opzione donna, le interessate saranno le lavoratrici in possesso di un’età anagrafica di 58 anni nel caso delle lavoratrici dipendenti e di 59 anni di età per le lavoratrici autonome. Inoltre serviranno non meno di 35 anni di contributi versati.

Se nella proroga verrà confermata la struttura portante della misura, l’età anagrafica da centrare, ossia i 58 o 59 anni rispettivamente per lavoratrici dipendenti e lavoratrici autonome, andrà completata entro il 31 dicembre 2021. Per quanto riguarda i 35 anni di contributi invece, andranno completati al 31 dicembre 2020. Ed anche la decorrenza della pensione resterebbe in caso di nuova proroga, quella con finestra di 12 mesi, cioè col primo rateo di pensione che si percepisce 12 mesi dopo che l’Inps ha confermato l’uscita dal lavoro della richiedente la pensione.