Pensione 2022: ecco chi potrà uscire 4 anni prima

Pensione 2022: ecco chi potrà uscire 4 anni prima

I benefici oggi previsti per i lavori gravosi saranno estesi ad una vasta platea di lavoratori

Potrà non essere considerata una misura previdenziale in senso stretto, ma l’anticipo pensionistico che vide i natali con il governo PD a cavallo tra Renzi e Gentiloni, continua ad essere una misura ben vista dai legislatori.

Le pensioni anticipate restano argomento centrale e anche l’Ape sociale è una misura che permette uscite anticipate. Nonostante sia una misura a completo carico statale, l’Ape sociale nato sperimentale, continua ad essere prorogato di anno in anno.

Per il 2022 però, non si parla solo di proroga, bensì di potenziamento della misura. Una netta estensione di platea, con qualche variazione di requisiti per determinate categorie di lavoratori ed a loro vantaggio.

Le attuali mansioni gravose per l’uscita a 63 anni

Partita con 11 categorie di attività per le uscite a 63 anni, l’Ape sociale fu già estesa al secondo anno di funzionamento. Si arrivò a 15 attività lavorative. E sono le stesse attività ancora oggi in vigore.

Al momento chi rientra in una qualsiasi di queste 15 attività può andare in pensione con almeno 63 anni di età e con almeno 36 anni di contributi versati. Tutto questo a patto di aver svolto l’attività logorante negli ultimi anni di carriera, più precisamente in 6 degli ultimi 7 anni o in 7 degli ultimi 10 anni.

Nello specifico la possibilità di uscire con questa misura oggi è appannaggio di:

  • Operai dell’industria estrattiva e della manutenzione degli edifici (edili);
  • Conduttori di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni (gruisti);
  • Conciatori di pelli e di pellicce;
  • Conducenti di treni e personale ferroviario viaggiante;
  • Conduttori di mezzi pesanti in genere (camionisti);
  • Personale sanitario come ostetriche delle sale parto o infermieri delle sale operatorie;
  • Addetti all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza (badanti);
  • Insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
  • Facchini e addetti allo spostamento di merci;
  • Personale dei servizi di pulizia;
  • Operatori ecologici;
  • Lavoratori del vetro, fusione e alte temperature (siderurgici);
  • Operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca;
  • Pescatori;
  • Marittimi.

Post quota 100 e lavori gravosi, molte nuove categorie

Come detto in premessa, l’idea è di allargare ad altre attività la possibilità di andare in pensione a 63 anni. E per rendere più appetibile la misura, l’ipotesi al vaglio è di abbassare da 36 a 30 anni di contributi la soglia, se non per tutti, almeno per qualche categoria come gli edili per esempio.

Negli ultimi giorni un po’dappertutto si è parlato di questa estensione della misura e dei lavori gravosi. Giornali, web e media in genere hanno parlato di oltre 200 attività gravose individuate da una commissione ad hoc creata proprio per la verifica di quali attività possono essere considerate come gravose.

Un numero enorme quello circolato dopo la notizia che la commissione ha completato la sua analisi. Si parla però di singole attività, non di intere categorie, altrimenti l’Ape sociale sarebbe diventata una misura aperta a tutti.

Per la precisione, le mansioni gravose che si aggiungerebbero alle prime nel perimetro dell’Ape sociale sono:

  • I bidelli;
  • Le badanti e le colf in genere;
  • I saldatori;
  • I tassisti;
  • Gli insegnanti delle scuole elementari;
  • I falegnami;
  • I valigiai;
  • Gli operatori sanitari in genere;
  • I conduttori di autobus e i ferrotranvieri;
  • I benzinai;
  • Tutti i conduttori di macchinari in miniera;
  • I commessi;
  • I cassieri;
  • Gli addetti al magazzino;
  • I portantini;
  • I forestali.