Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensione 2021: tutte le vie di uscita possibili

Una guida a tutte le misure previdenziali vigenti nel 2021.

Anche nel 2021 sono molte le possibilità di pensionamento previste dalla normativa previdenziale vigente. dalle misure classiche e strutturali a quelle sperimentali o in scadenza nel 2021, vediamo cosa offre il nostro ordinamento.

Pensione di vecchiaia ordinaria

Misura strutturale e cardine del sistema è la pensione di vecchiaia. Uscita per i nati nel 1954. Servono 67 anni di età e 20 di contributi. Niente finestre di decorrenza o distinzioni tra uomini e donne. Contributi utili quelli a qualsiasi titolo versati.

Pensione anticipata

Misura distaccata da limiti di età. Basta raggiungere 42 anni e 10 mesi di contribuzione se il richiedente è uomo, oppure 41 anni e 10 mesi se la richiedente è donna. 35 anni di contributi effettivi (senza figurativi da disoccupazione e malattia) per chi ha anzianità precedente al 1996 o massimo 5 anni di contributi figurativi per chi non ha versamenti prima del 1992. Decorrenza del trattamento posticipata di 3 mesi dalla data di maturazione del diritto alla pensione.

Quota 100

Misura varata dal governo Conte uno, sperimentale fino al 31 dicembre 2021. Bastano 62 anni di età e almeno 38 anni di contributi versati. Combinazioni utili oltre a 62+38 anche 63+38, 64+38, 65+38 e 66+38.

Ape sociale

Misura destinata a invalidi col 74% di invalidità certificata, a soggetti che da almeno 6 mesi assistono parenti disabili col 74% di disabilità accertata ed a disoccupati che da tre mesi hanno terminato di percepire la Naspi. Servono almeno 63 anni di età e 30 anni di contributi. Ape sociale anche per i lavori gravosi se svolti per 7 degli ultimi 10 anni di carriera o in 6 degli ultimi 7. Servono sempre 63 anni di carriera ma almeno 36 di contributi. Trattamento non reversibile e senza tredicesima. Decorrenza con finestra di 3 mesi per i lavoratori privati e 6 mesi per i pubblici.

Opzione donna

Misura in scadenza il 31 dicembre 2021. Si tratta del regime sperimentale donna e consente l’uscita con 35 anni di contributi e 58 anni di età se la richiedente è lavoratrice dipendente, mentre servono 59 anni di età se lavoratrice autonoma. Bisogna però accettare il ricalcolo contributivo della prestazione. Finestre di decorrenza 12 o 18 mesi sempre in funzione della richiedente, se dipendente o autonoma.

Deroghe Amato

Si può accedere alla pensione sempre a 67 anni di età, ma con soli 15 anni di contributi cioè 780 settimane di contribuzione. Con la prima deroga è possibile pensionarsi con 15 anni di contributi accreditati prima del 31 dicembre 1992. Sono utili tutti i contributi a qualsiasi titolo versati, anche quelli esteri. Occorre essere iscritti al Fondo lavoratori dipendenti, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi dell’Inps e agli iscritti ex Inpdap, ex Enpals, ex Ipost.

La seconda deroga riguarda i lavoratori autorizzati al versamento dei contributi volontari, se l’autorizzazione è stata concessa in data anteriore al 24 dicembre 1992 a prescindere dal versamento effettivo dei contributi volontari.

La terza deroga invece è appannaggio di lavoratori con il primo contributo versato almeno 25 anni prima della data di maturazione dei requisiti per la pensione, con 15 anni di contribuzione e almeno 10 anni lavorati per periodi inferiori alle 52 settimane.

Opzione Dini

Anche con l’Opzione Dini si può andare in pensione con soli 15 anni di contributi e sempre a 67 anni di età. È necessario avere almeno un contributo versato prima del 31 dicembre 1995 e contestualmente avere almeno 5 anni di contributi in un periodo successivo. La pensione come per Opzione donna viene calcolata interamente con il sistema contributivo.

Pensione di vecchiaia anticipata per i contributivi puri

Con la pensione di vecchiaia contributiva invece, si può uscire dal lavoro a 64 anni di età con 20 di contributi. Misura destinata a contributivi puri, soggetti cioè che hanno il primo versamento in data successiva al 31 dicembre 1996. Oltre all’età ed alla contribuzione, serve che la pensione liquidata sia pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale. La pensione di vecchiaia contributiva a 71 anni si centra con soli 5 anni di contributi, a condizione che tutti i contributi siano stati versati nel sistema contributivo.

Quota 41

Per le stesse categorie a cui è destinato l’Ape sociale si applica la quota 41. Una misura distaccata da limiti anagrafici per la quale servono 41 anni di contributi versati di cui uno antecedente il 19imo anno di età. Per questo si chiama quota 41 precoci. Disoccupati, invalidi, caregivers e lavori gravosi sono la platea dei destinatari, con gli stessi requisiti dell’Ape sociale relativi a stato di disoccupazione, durata del rapporto di lavoro gravoso o grado di invalidità.

Scivolo usuranti

Per chi svolge una delle attività usuranti previste dalla legge o svolge tutta o parte dell’attività lavorativa in notturna, c’è lo scivolo usuranti. Si va in pensione con 61 anni e 7 mesi di età, con almeno 35 anni di contributi e con il contestuale raggiungimento di quota 97,6. Quota ed età pensionabile possono variare in base alle giornate di lavoro notturno che vengono svolte durante l’anno solare di lavoro.

Anticipata per gli invalidi

Sempre con 20 anni di contributi è possibile anticipare l’età pensionabile per i lavoratori con invalidità non inferiore all’80%. Occorre essere iscritti all’Ago ed avere l’invalidità riconosciuta dalle competenti autorità. Si parla di invalidità pensionabile e permette di anticipare l’uscita a 55 anni per le donne e a 60 per gli uomini.