Pensione 2021 nati 1954 e 1955: 5 mesi di anticipo, ecco per quali lavoratori

Pensione 2021 nati 1954 e 1955: 5 mesi di anticipo, ecco per quali lavoratori

La pensione di vecchiaia per alcune categorie di lavoratori gode dello stop all’aspettativa di vita.

Nel 2021 chi vorrà accedere alla pensione di vecchiaia dovrà avere almeno 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Sono le due soglie previste per la quiescenza di vecchiaia anche a partire dal prossimo primo gennaio.

Possibilità quindi che riguarda i nati nel 1954, ma anche alcuni nati nel 1955. Infatti il limite di età per qualcuno può essere anticipato a 66 anni e 7 mesi, ma con un requisito anagrafico più alto. Si tratta di alcune determinate categorie di lavoratori che godono del blocco agli scatti per le aspettative di vita fino a tutto il 2022.

Pensione usuranti e gravosi: la vecchiaia 5 mesi prima

Il blocco dell’età pensionabile che per la generalità dei lavoratori è scattato dal 1° gennaio 2019, non ha avuto effetto su chi svolge lavori gravosi o usuranti. In buona sostanza, i 5 mesi che sono stati aggiunti all’età pensionabile dal 2019 con l’arrivo a 67 anni, per queste particolari tipologie di lavoratori non è stato imposto e quindi si continua ad uscire a 66 anni e 7 mesi di età.

Questo anche nel 2021 a condizione che l’attività usurante o gravosa sia stata svolta per almeno 7 degli ultimi 10 anni di carriera. È stata la legge n° 205 del 2017, cioè la legge di Bilancio 2018 a stabilire lo stop per queste categorie di lavoratori.

In pratica, anche nel 2021 questi lavoratori possono continuare ad accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi anziché arrivare a compiere 67 anni come per gli altri lavoratori.

Pensione a 66,7, quali requisiti sono necessari?

Prima di tutto occorre ricordare che per attività gravosa si intende una delle attività che la normativa previdenziale ha previsto.
Proprio la legge di Bilancio del 2018, cioè la stessa che ha introdotto il congelamento dell’età pensionabile per lavori gravosi e usuranti, ha esteso le attività di lavoro gravoso, aggiungendone 4 alle 11 previste dalla legge 232 del 2016. Per lavori gravosi abbiamo:

  • Operai edili;
  • Gruisti;
  • Conciatori di pelli;
  • Macchinisti dei treni e personale viaggiante;
  • Camionisti;
  • Infermieri ed ostetriche di sale operatorie e sale parto;
  • Badanti e addetti all’assistenza di persone non autosufficienti;
  • Maestre e maestri delle scuole dell’infanzia e educatori asili nido;
  • Facchini;
  • Operatori ecologici e addetti ai rifiuti;
  • Addetti alle pulizie;
  • Operai siderurgici;
  • Marittimi;
  • Pescatori;
  • Agricoli.

Per i lavori usuranti invece:

  • Lavoratori nelle gallerie, cave o miniere;
  • Palombari;
  • Lavoratori nei cassoni ad aria compressa;
  • Lavoratori del vetro;
  • Lavoratori alle prese con attività in spazi ristretti;
  • Lavoratori alle prese con attività ad alte temperature;
  • Operai delle linee a catena;
  • Autisti di mezzi di trasporto pubblico;
  • Lavoratori dell’amianto;
  • Lavoratori con almeno 64 giornate di lavoro dalle 24:00 alle 05:00 del mattino per anno.

Rispetto alla pensione di vecchiaia ordinaria però, c’è da arrivare ad almeno 30 anni di contribuzione versata e non ne bastano 20. Inoltre per raggiungere i 30 anni necessari la contribuzione non può essere comprensiva di quella derivante da cumulo con la contribuzione presente in altre gestioni previdenziali rispetto a quella che liquida la prestazione.