Pensione 2021 con opzione contributiva, perché può essere vantaggiosa per chi esce quest’anno

La pensione con opzione contributiva stranamente può produrre benefici sia in termini di uscita dal lavoro che in termini di importo degli assegni

Con l’opzione contributiva si da la facoltà ad un lavoratore che ha una carriera iniziata prima del 1996, di farsi liquidare la pensione con le stesse regole dei contributivi puri. L’opzione vale anche nel 2021 e come dice il nome stesso, prevede il calcolo contributivo della pensione.

Una cosa che comunemente accompagna il sistema contributivo è che questo metodo di liquidazione della pensione è meno favorevole per i pensionati rispetto al sistema retributivo. Ma allora, perché mai un lavoratore che ha diritto ad un metodo di calcolo più vantaggioso dovrebbe optare per una soluzione meno favorevole?

Il motivo è che per qualcuno potrebbe essere conveniente scegliere quella che comunemente viene chiamata opzione Dini, dal nome del governo che varò la riforma delle pensioni che ha prodotto l’ingresso del sistema contributivo. Vantaggi che possono essere come data di uscita dal mondo del lavoro, ma anche, stranamente, come importi delle pensioni liquidate.

Pensione con opzione contributiva, i requisiti validi nel 2021

Con opzione contributiva della pensione o semplicemente, con Opzione Dini, si intende la misura che lascia al lavoratore la facoltà di scegliere di farsi liquidare la prestazione pensionistica con le regole dei contributivi puri pur non rientrando tra i soggetti a cui queste regole si applicano automaticamente.

Per contributivi puri si intende il lavoratore che ha iniziato la propria carriera dal 1° gennaio 1996 e che non ha nessun contributo versato antecedentemente tale data (anche i figurativi). Con l’opzione si permette anche a chi ha una anzianità contributiva precedente tale data, di scegliere il sistema contributivo come regole di calcolo e diritto alla pensione.

Per poter esercitare l’opzione occorre che la contribuzione previdenziale versata dal lavoratore entro il 31 dicembre 1995, sia inferiore a 18 anni. Allo stesso tempo occorre che quella successiva al 31 dicembre 1995 sia pari ad almeno 5 anni.

Pensioni: vantaggi dell’opzione contributiva

Il primo vantaggio evidente di questa opzione è che la pensione può essere centrata, sempre a 67 anni, con 15 anni di contributi e non con 20 anni. I 15 anni di contributi minimi richiesti devono essere stati completati data successiva al 31 dicembre 2011.

Inoltre, con l’opzione le lavoratrici madri, cioè quelle che nella loro storia hanno avuto dei figli, possono godere di un anticipo di pensione pari a 4 mesi per figlio fino ad un massimo di 12 mesi.

Se in termini di diritto alla pensione questi sono i vantaggi, non meno importanti possono essere i benefici in termini di assegno per alcune particolari categorie di lavoratori. Infatti c’è chi dal calcolo contributivo della pensione può trarre vantaggio.

Lavoratori che hanno visto calare il loro reddito da lavoro sul finire della carriera, per passaggio al part time, per periodi di disoccupazione o di cassa integrazione, possono essere penalizzati dal sistema di calcolo retributivo che si basa sulla media delle retribuzioni degli ultimi anni di carriera. Per questi scegliere l’opzione contributiva potrebbe essere favorevole in termini di assegno pensionistico.