Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensionato indebitato: quando la pensione diventa pignorabile ed in che misura

Quali sono le regole sul pignoramento della pensione nel caso di debiti da parte del pensionato? Ecco una sintetica guida.

I debiti sono un argomento che riguardano milioni di italiani e non fanno distinzioni tra famiglie e singoli, tra uomini e donne, tra lavoratori e pensionati. Per questi ultimi, al pari dei lavoratori che ricevono la busta paga mensile con il loro stipendio (per i pensionati è il cedolino mensile della pensione con il rateo spettante), c’è il problema del pignoramento del loro trattamento previdenziale.

Il creditore infatti può in alcuni casi andare ad attaccare il rateo mensile di pensione, come capita con lo stipendio mensile dei lavoratori. Quali pensioni possono essere pignorate è la domanda che molti pensionati si pongono. Una cosa che occorre ribadire è che non tutte le pensioni possono essere pignorate e che il pignoramento deve seguire delle precise regole. Ecco le cose che occorre sapere in casi del genere.

Le pensioni pignorabili, quali sono?

La pensione di invalidità o l’assegno di accompagnamento, sono in linea generale tra i trattamenti di pensione (in questo caso sono trattamenti assistenziali e non previdenziali), che non possono essere pignorati dai creditori. Il fatto che queste prestazioni sono impignorabili, fanno molta confusione sull’argomento, perché si arriva a pensare che le pensioni in generale, non possano essere aggredite dai creditori. Le pensioni invece possono essere benissimo attaccate dai creditori, cioè possono benissimo essere pignorate.

La legge in materia di debiti e pignoramenti non fa sconti sulle pensioni ed anche la giurisprudenza, con le ultime sentenze di diversi tribunali, seguono l’indirizzo legislativo. La pensione fa reddito alla pari di uno stipendio e come tutti i beni appartenenti al debitore, è posta a garanzia delle obbligazioni rimaste inadempiute. Naturalmente esistono dei limiti, perché la pensione può essere pignorata, ma solo a determinate condizioni

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Tipologie di pignoramento pensione

Quando si parla di pignoramento della pensione si può verificare il blocco della pensione prima che questa arrivi al pensionato, utilizzando l’Inps come terzo e dando vita al cosiddetto pignoramento presso terzi. Il creditore in parole povere blocca la pensione di un debitore, direttamente all’Inps, che provvederà a girare i soldi del pensionato al suo creditore, erogando al pensionato solo la parte eccedente, quella oltre la soddisfazione del creditore.

Può capitare invece che il pignoramento avvenga in banca o alle Poste. In questo caso l’Inps non centra nulla, perché eroga la pensione al pensionato, ma la pensione finita sul conto di quest’ultimo, viene pignorata dalla banca che girerà i soldi a soddisfare le pretese del creditore.

Limiti al pignoramento della pensione

Il creditore non può pignorare tutta la pensione ma solo un quinto perché al pensionato devono essere lasciati i soldi indispensabili per vivere. Il quinto della pensione viene calcolato sul netto della pensione a cui si sottrae il cosiddetto minimo vitale, cioè i soldi che servono al pensionato per tirare avanti in maniera dignitosa secondo la legge.

Il minimo vitale è pari a 1,5 volte l’assegno sociale, e quindi, dal momento che l’assegno sociale 2020 è pari a 459,83 euro, il limite del pignoramento della pensione è di 689,74 euro. Inevitabile sottolineare che se 689,74 euro non possono essere minimamente attaccate su una pensione, chi percepisce un assegno inferiore non può subire pignoramento. Per le pensioni superiori a tale importo, sarà pignorabile il quinto, non del totale, ma della sola eccedenza.

Questo riguardo il pignoramento presso l’Inps. Per le banche o presso le Poste Italiane, la situazione è leggermente differente. Per le somme già depositate sul conto, solo se queste superano 3 volte l’importo dell’assegno sociale, cioè 1.379,49 euro, il pignoramento può riguardare tutta l’eccedenza, cioè 620,51 euro nel caso in cui in banca un pensionato ha 2.000 euro sul conto. Per la pensione mensile che arriva in banca invece, c’è sempre la questione del quinto di pensione pignorabile. In questo caso però, in banca o alle Poste, non vige la franchigia del minimo vitale.