Partite Iva: ecco gli aiuti del Dl Sostegno, la guida al calcolo

 Partite Iva: ecco gli aiuti del Dl Sostegno, la guida al calcolo

Come sapere quanto spetta di indennizzo per le attività colpite dalla crisi Covid

Aumentano gli aiuti per le attività commerciali e non gravemente colpite dai provvedimenti di chiusura per via del Coronavirus. La grave crisi che sta colpendo numerosi settori del tessuto produttivo italiano, Partite Iva in testa ha costretto il governo Draghi a continuare sulla via tracciata dal precedente esecutivo Conte, quella dei contributi a fondo perduto sotto forma di ristori.

Il governo ha messo nel piatto 11 miliardi di euro per i nuovi aiuti alle Partite Iva, senza considerare i 600 milioni che sono destinati esclusivamente al settore del turismo invernale, quel settore che il nuovo governo decise di chiudere a pochi giorni dal suo insediamento visto il perdurare della pandemia. Ma cosa realmente finirà sui conti delle Partite Iva e con che modalità di calcolo? Vediamo di approfondire le modalità con cui verranno erogati questi aiuti.

Aiuti a partite IVA: divisi in 5 fasce i beneficiari

Il parametro di riferimento adesso sarà la perdita che aziende, imprese, Partite Iva e commercianti hanno subito in tutto il 2020 rispetto al 2019. Gli aiuti saranno commisurati sulla perdita media avuta in questi due esercizi. Sarà ancora il calo del fatturato il parametro che sarà utilizzato, il calo dei guadagni. E più alto sarà questo calo e questa perdita e più prenderà come aiuto la Partita Iva.

Il provvedimento ormai è pronto ed oggi verrà licenziato dal Consiglio dei Ministri. La struttura pertanto è pronta e sarà quella di cui da giorni si parla. I potenziali beneficiari saranno suddivisi in fasce commisurate al proprio fatturato. Saranno infatti 5 le fasce previste e il fatturato determinante è quello del 2019.

Partita IVA: gli aiuti fascia per fascia

Sono 5 le fasce con cui sono suddivise le Partite Iva di fronte a questi aiuti. La percentuale sulle perdite sarà commisurata al fatturato generale che queste attività sono riuscite a produrre nel 2019. Nello specifico la Partita Iva otterrà un contributo percentuale sulla differenza tra i due fatturati, quello 2019 che determinerà anche la fascia di appartenenza e quello 2020 in cui il Covid ha causato le perdite. Le fasce sono così suddivise:

  • Contributo del 60% della differenza per fatturati fino a 100mila euro;
  • Contributo del 50% per fatturati da 101mila a 400mila euro;
  • Contributo del 40% per fatturati da 400mila euro a 1 milione;
  • Contributo del 30% per fatturati da 1.000.0001 a 5 milioni di euro;
  • Contributo del 20% per fatturati da 5.000.000 a 10 milioni di euro.

Per poter godere di questi aiuti il calo di fatturato rispetto al 2019 deve essere pari ad almeno 33%. Naturalmente l’aiuto sarà basato sulla media mensile del fatturato 2020 rispetto alla media mensile del fatturato.

Tanto per capirci meglio, un ristorante, che nel 2019 ha fatturato per 90.000 euro e nel 2020 solo per 20.000, tra chiusure e restrizioni, avrà in 70.000 euro la base di calcolo del contributo. La perdita mensile di fatturato è di 5.833 euro (70.000 diviso 12 mesi).
Dal momento che il ristoratore dell’esempio rientra nella prima fascia di fatturato, avrà diritto al 60% della perdita mensile, cioè più o meno 3.500.

Per tutelare le attività che non hanno possibilità di dimostrare il calo nella differenza tra 2020 e 2019, perché avviate nel 2020, il contributo sarà almeno di 1.000 euro. Per tutti sembra che sarà necessario presentare domanda. Si conta di fare arrivare materialmente i soldi alle Partite Iva entro fine aprile.