Autore: Giacomo Mazzarella

Partita IVA

Partite Iva: arriva la dichiarazione precompilata, ecco di cosa si tratta

L’Agenzia delle Entrate apre alla preparazione precompilata delle dichiarazioni dei redditi di 4 milioni di contribuenti.

Negli ultimi anni i contribuenti italiani hanno conosciuto bene le dichiarazioni precompilate figlie delle banche dati e dell’incrocio dei dati in esse contenute. Il 730 precompilato ormai è utilizzato da anni, con molti dei dati che i contribuenti italiani sono chiamati ad inserire, che sono già presenti nel cassetto fiscale dei contribuenti.

La sperimentazione delle precompilate, iniziata tra mille difficoltà proprio con il 730, si è estesa per esempio anche all’Isee ed alla sua Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica), la dichiarazione propedeutica al rilascio dell’attestato.

Come detto, anagrafe tributaria, banca dati degli istituti di credito, fisco e così via, hanno una miriade di dati di ciascun contribuente e questo rende facile la precompilazione dei documenti, anche fiscali che riguardano i cittadini.

E perseguendo questa via, che ha come obbiettivo la semplificazione degli adempimenti da parte dei contribuenti, adesso anche le Partite Iva potrebbero avere la loro dichiarazione dei redditi precompilata. Questo ciò che sta studiando l’Agenzia delle Entrate, per un provvedimento che finirebbe per fare parte integrante della grande riforma fiscale che si avvia ad essere varata.

La riforma fiscale e la precompilata per le Partite Iva

Le linee guida della riforma fiscale annunciata dall’Agenzia delle Entrate, hanno tra i tanti punti una novità che forse è passata inosservata ma che rischia di cambiare radicalmente le cose per circa 4 milioni di contribuenti. È stato il direttore dell’Agenzia delle Entrate in persona a dare notizia di una possibile apertura alla dichiarazione dei redditi precompilata anche per le Partite Iva.

Secondo il numero uno del Fisco italiano, il passaggio al regime di cassa legato alle transazioni elettroniche può consentire al Fisco di arrivare ad anticipare nelle dichiarazioni dei redditi anche delle Partite Iva, molti dei dati che comunemente i contribuenti, per il tramite dei loro commercialisti, sono costretti ad inserire autonomamente. La novità riguarderebbe le Partite Iva a regime semplificato, poiché grazie ai dati disponibili nelle banche dati dell’Agenzia l’operazione è perfettamente fattibile.

Una platea non indifferente di contribuenti

Sarebbero tutte le Partite Iva assoggettate agli Isa (Indicatori sintetici di affidabilità) ad essere interessate da questa grande novità. In pratica, come già detto, una platea di circa 4 milioni di contribuenti italiani.

Come succede nel 730, per chi lascia intatta la dichiarazione precompilata e non apporta modifiche, che evitano qualsiasi controllo da parte del fisco per il solo fatto di non ritoccare quanto il Fisco già riporta nella precompilata, anche per le Partite Iva ci sarebbe una situazione analoga e particolare. Infatti, anche se è da poco che sono entrati in funzione questi Indicatori sintetici di affidabilità fiscale, con la precompilata potrebbero venire di fatto superati.

Il progetto delle Entrate oltre a semplificare gli adempimenti fiscali dei contribuenti, si prefigge lo scopo di semplificare anche le eventuali attività di accertamento che anche grazie all’uso sempre maggiore e sempre più agevolato degli strumenti di pagamento elettronici, hanno vita più facile. Infatti dal momento che i pagamenti elettronici passano attraverso i canali delle banche, le verifiche dell’Agenzia delle Entrate sui movimenti in e out dei contribuenti è assai semplice.