Autore: Elisa Cardelli Ceroni

Partita IVA

Partita IVA: ecco come fare ad aprirla

Per aprire una partita IVA è necessario seguire una specifica procedura e sostenere alcuni costi. Scopriamo tutti i dettagli e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per riuscirci in modo corretto.

Per avviare un’attività di lavoro autonomo è necessario aprire una partita IVA, si tratta infatti del primo step e deve essere svolto in maniera corretta per non avere alcun tipo di problema. Sapere come aprire una partita IVA è essenziale per fare impresa ed è indispensabile conoscere alcuni dettagli sia dal punto di vista fiscale che da quello contabile.

Scopriamo nel dettaglio quali sono i diversi passaggi da seguire per riuscirci e vediamo anche quali sono i costi da sostenere per raggiungere il proprio obiettivo in modo corretto.

Cos’è la partita IVA

La partita IVA è un insieme di numeri che ha lo scopo di identificare una società oppure una singola persona fisica. Si tratta di una sequenza numerica essenziale in ambito tributario in quanto permette di identificare non solamente il titolare dell’attività, ma anche di avere sempre chiara la sua posizione fiscale.

Nello specifico sono 11 numeri di cui i primi 7 collegano la partita IVA al contribuente che ne è titolare, mentre i successivi 3 sono il codice identificativo dell’Ufficio delle Entrate e l’ultimo numero corrisponde a una funzione di controllo.

Tutte le persone che svolgono un’attività in maniera autonoma devono obbligatoriamente possedere una partita IVA, per cui liberi professionisti e imprese di beni e servizi devono aprirne una in quanto non sono soggetti a reddito da lavoro dipendente.

È proprio grazie a questo strumento che questi soggetti sono chiamati ad adempiere ai propri obblighi fiscali attraverso un’imposizione fiscale indiretta (IVA, per l’appunto). I soggetti che possiedono partita IVA devono emettere fattura e pagare i contributi dovuti al fisco e alla previdenza sociale sotto forma di IVA imposta sul valore aggiunto.

Come aprire la partita IVA

Per aprire una partita IVA è necessario presentare la richiesta all’Agenzia delle Entrate che provvederà ad attribuire al richiedente il codice di 11 numeri di cui abbiamo parlato in precedenza.

La prima cosa da fare è consegnare compilato il modello AA9/12 nel caso di persone fisiche o AA7/10 nel caso di soggetti diversi. La dichiarazione di inizio attività dovrà essere consegnata entro 30 giorni dall’avvio della propria attività professionale autonoma. È possibile scaricare i modelli da consegnare compilati all’interno del sito dell’Agenzia delle Entrate e andranno consegnati in allegato al documento di riconoscimento attraverso un software scaricabile dal sito, recandosi presso uno degli Uffici oppure attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno.

Bisognerà anche scegliere il codice ATECO dell’attività che si intende svolgere. Vi ricordiamo che, nel caso di variazione dell’attività in un secondo momento, sarà possibile modificarlo.

Chi possiede una partita IVA deve aprire anche una propria posizione previdenziale all’Inps per il pagamento dei contributi e all’Inail per l’assicurazione obbligatoria.

Quali sono i costi per aprire una partita IVA?

Aprire una partita IVA è gratuito, ma bisogna scegliere il tipo di regime fiscale più adatto all’attività svolta. Esistono due tipi di regime: forfettario e contabilità ordinaria. I due regimi prevedono dei costi di gestione diversi e per questo è bene valutare in modo attento prima di decidere, vediamo le principali differenze:

  • Regime forfettario: possono aprire partita IVA con questo regime tutti i soggetti che non superino il limite di 65.000 euro di ricavi o compensi. Inoltre, le spese per il personale dipendente e per lavoro accessorio non deve essere superiore a 20.000 euro lordi. In base a quanto previsto, il regime agevolato prevede l’applicazione di un’aliquota sostitutiva i Irpef e Iva al 5% per i primi 5 anni, che passa al 15% a partire dal sesto anno. Il risparmio previsto per chi apre una partita IVA in regime forfettario riguarda anche i costi di gestione della propria attività. C’è anche l’esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica, ma è obbligatorio lo scontrino elettronico.
  • Regime ordinario: nel caso in cui non si possa scegliere il regime forfettario, si dovranno effettuare pagamenti di imposte e dei costi ordinari. Nel dettaglio, il costo per mantenere la partita IVA corrisponde nei costi per la Camera di Commercio, costi Irpef, costi di gestione separata Inps o cassa professionale, Irpef e IVA calcolata sull’imponibile di ogni fattura.