Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus

Nuovo Dpcm, su chiusura bar e ristoranti maggioranza divisa

Sono già molte le polemiche, esterne ed interne al governo, sul nuovo Dpcm.

Non sono passate 24 ore dall’entrata in vigore del nuovo Dpcm del premier Conte che sono già arrivate copiose le polemiche e le richieste di correttivo. Dal Veneto il Governatore Luca Zaia si è detto molto preoccupato dalle nuove direttive anti Covid, ma le polemiche non provengono solo da partiti di opposizione, perché sembra ci sia maretta anche nella maggioranza. Dai Renziani di Italia Viva infatti, giungono richieste di intervento soprattutto sulla parte di Dpcm che chiude alle 18 bar, ristoranti, pub e pubblici esercizi in genere, lasciando solo la possibilità, poco favorevole e poco sfruttata di vendite da asporto e di consegna a domicilio.

Da Renzi a Bellanova, il nuovo Dpcm non piace molto

Non è un lockdown generale come quello di marzo, ma per ristoratori e gestori di bar, pizzerie e ristoranti, la chiusura alle 18 è un disastro assoluto. E c’è qualcuno nella maggioranza di governo che sembra esserne a conoscenza.

I provvedimenti appena presi dal governo, entrati in vigore oggi, con i pubblici esercizi che sono costretti alle chiusure forzate per far scendere la curva dei contagi, fanno molto discutere, anche all’interno della squadra di governo che ricordiamo è composta da Pd, M5S, Italia Viva e Leu.

Alla pari dell’opinione pubblica, inevitabilmente spaccata su questi provvedimenti restrittivi, anche la maggioranza non sembra unita su quanto si è deciso nel Dpcm.
Per esempio, Matteo Renzi, leader di Italia Viva e probabilmente colui che ha permesso la nascita del governo giallo-rosso, dopo aver dichiarato di rispettare quanto previsto dal Dpcm, non ha lesinato alcune frecciate.

“Chiederemo al presidente del Consiglio di modificare il Dpcm. Serve un piano, una visione, una strategia. Non rincorrere gli eventi, ma prevederli come stiamo dicendo, spesso inascoltati (qui la frecciata)da mesi. Diremo queste cose in Parlamento, al premier Conte, che sosteniamo , sperando che ci ascolti e che cambi il Dpcm, nella parte su ristoratori, luoghi di cultura e attività sportiva”, questa l’uscita dio Matteo Renzi. Una uscita che segue quella di Teresa Bellanova, Ministro dell’Agricoltura che anche nelle giornate precedenti il varo del Dpcm, si era da subito detta contraria alle ipotesi di chiusura al pubblico di bar e ristoranti alle 18.

Zaia spara a zero sul Dpcm

Nel corso di una conferenza stampa che il Governatore Luca Zaia ha tenuto ieri mattina, non poteva mancare una dura reprimenda e una pesante contestazione sull’argomento del giorno, cioè sul Dpcm del premier Giuseppe Conte. «I ristoranti vengono trattati come gli untori. Questo non ci voleva, facciamo fatica a giustificare un’azione come questa. Faccio appello al Governo perché riveda il provvedimento», questo ciò che ha ribadito Zaia, più o meno la stessa cosa che ha detto l’ex Premier Matteo Renzi.

«Il problema è chi vende un gelato o un pezzo di pizza dopo le 18? Si chiudono le realtà controllate che hanno le linee guida, serviva un segnale di fiducia dopo i sacrifici fatti. Queste misure -non modificheranno le curve. Non ho mai fatto polemica, ma questo provvedimento non ci voleva, facciamo fatica a farlo accettare. Le attività rischiano di morire», questo il pensiero di Zaia.