Autore: B.A

Coronavirus

Nuovo Dpcm nuove limitazioni: ecco cosa cambia per bar e ristoranti, chiusura alle 21 o alle 24

Si torna a misure restrittive per contenere i contagi da coronavirus, il Premier Conte ha firmato il nuovo Dpcm, ecco cosa cambia per i pubblici esercizi

Era nell’aria e la realtà ha confermato le previsioni. Il nuovo Dpcm del Premier Conte è stato sottoscritto e contiene come previsto, una serie di nuove limitazioni e di nuovi suggerimenti per contenere la risalita dei contagi da Coronavirus. Si tratta delle nuove misure anti contagio con cui la popolazione italiana tutta dovrà fare i conti fino al 13 novembre 2020, quando questo ennesimo Dpcm emergenziale scadrà e ne sarà previsto un altro.

Tra feste vietate, cene tra non conviventi con un limite massimo di sei persone, obbligo di mascherine anche nelle passeggiate, c’era molta attesa anche per quello che sarebbero state le disposizioni per i locali commerciali tipo bar, ristoranti, pub e così via. Ecco cosa è stato deciso per i pubblici esercizi.

Nuovo Dpcm, novità per i locali pubblici

Per quanto riguarda i locali pubblici e le attività di ristorazione, dal bar al ristorante vero e proprio, cambia l’orario di chiusura. Da adesso chiusura obbligatoria entro le 24:00, ma solo con servizio ai tavoli.

Infatti, senza questa tipologia di servizio, la chiusura sarà alle 21:00. Esclusi dai divieti la consegna a domicilio e quella da asporto, cioè tutte le tipologie di attività che non prevedono consumazione sul posto.

Per gli spettacoli massimo 200 persone al chiuso e di mille all’aperto. Tutte queste disposizioni non hanno limiti da Regione e Regione perché valgono in tutta la penisola. Alle Regioni è stato fatto obbligo di adeguarsi al Dpcm, perché non si potranno adottare politiche e regole meno rigorose a carattere locale.

Alle Regioni è consentito solo di inasprire ancora di più queste regole, magari prevedendo chiusure ancora più anticipate dei pubblici esercizi ove la situazione dei contagi diventasse particolarmente grave.

I commenti alle chiusure predisposte dal nuovo Dpcm

I commenti al nuovo Dpcm non si sono fatti attendere. Per esempio, il sottosegretario al Ministero della Salute, Sandra Zampa ha detto di non essere preoccupata dal fatto che molti prevedono una super affluenza di persone nei locali pubblici nelle ore consentite.

In pratica c’è chi sottolinea che ridurre l’orario di apertura spingerà le persone ad affollare i luoghi della movida tutti insieme senza la possibilità di spalmatura che orari di apertura lunghi offrono.

“Se ci sarà più caos nei locali pubblici fino alla mezzanotte, ora di chiusura imposta dal nuovo Dpcm del governo? Non credo, non siamo più nella bella stagione e ci sono moltissimi luoghi dove sarà impossibile stare per strada", questo il pensiero di Sandra Zampa.

Lino Enrico Stoppani, presidente della Fipe Confcommercio invece ha criticato duramente le nuove linee prese dal Dpcm. "L’aumento dei contagi dell’ultimo mese non dipende certo da noi che siamo ripartiti a maggio”, così Stoppani difende la categoria, secondo lui per errore accusata di essere alla base della seconda ondata di Covid.

Più o meno quello che disse Briatore tempo fa, quando si accusava la Sardegna di essere il nuovo focolaio estivo della pandemia. In Sardegna alcuni party hanno causato l’aumento di contagi e nuovi focolai, ma nell’Isola arrivarono in due mesi di vacanza, circa 10 milioni di turisti ed i contagi si sono contati nell’ordine di 2.000/3.000. Va registrato anche il comnento di Giancarlo Banchieri, presidente della FIEPET Confesercenti. «La mala movida si svolge fuori dai locali, anzi spesso dopo la loro chiusura, quando le piazze diventano terra di nessuno e chi può garantire che quando pub e bar chiudono, la gente vada a casa?», questo il quesito di Banchieri.