Autore: Giacomo Mazzarella

2
Set

Nuove pensioni anticipate e quota 100: si parla di aspettativa di vita o di età pensionabile a 64 anni

Ipotesi di ridisegno di quota 100 e delle altre misure pensionistiche.

Si cominciano a delineare i possibili scenari di quota 100 e di cosa ne sarà della misura. Avanzano diverse ipotesi se davvero nascerà il governo giallorosso, l’esecutivo PD-M5S di cui in questi giorni si parla. Rispetto a quello che è stato messo in piedi con la legge di stabilità del primo governo Conte, la quota 100 potrebbe subire un ridisegno, a partire dalla durata. Sono 3 le ipotesi sul tavolo di questo nuovo ipotetico governo. Vediamo tutto ciò che c’è da sapere su quota 100 e sulle altre prestazioni previdenziali che potrebbero finire nel pacchetto pensioni della prossima legge di Bilancio.

Quota 100

In base alle indiscrezioni che trapelano dalle trattative per un nuovo governo sembra facciano gola gli stanziamenti che il governo dei due Vice Premier, Salvini e Di Maio ha messo nel piatto per quota 100 nella loro manovra 2019. La quota 100 infatti è stata varata in via sperimentale, con una durata triennale dal 2019 al 2021. La prima ipotesi di ristrutturazione della misura vorrebbe accorciarla, portandola da 3 a 2 anni.

In termini di risparmio, questo significherebbe poter disporre di circa 12 miliardi (tra stanziamenti 2021 e risparmi relativi al minor numero di domande arrivate) da destinare immediatamente ad altre cose, in primis la detonazione del paventato aumento dell’IVA. La misura tanti cara alla Lega pertanto, verrebbe confermata, in base a questa prima ipotesi, in tutto dal punto di vista dei requisiti, ma corretta come durata, spostando al 2021 discussioni e progetti di riforma vera e propria.

Cambiamenti anche nei requisiti

Tra le ipotesi di riforma della quota 100 c’è anche quella di rimodulare la misura, andando a cambiare direttamente i requisiti necessari per accedervi. In primo luogo si potrebbe rimettere in pista il collegamento delle prestazioni previdenziali con l’aspettativa di vita. Questo è un aspetto molto discusso su tutte le pensioni anticipate. Il governo Lega-M5S per esempio, per quest’anno ha deciso di congelare l’aumento di 5 mesi previsto per le pensioni anticipate che anche nel 2019 hanno fermato la soglia di uscita a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini ed un anno in meno per le donne, salvo poi inserire una finestra di 3 mesi come decorrenza. L’aspettativa di vita è strumento che collegato alle pensioni produce costanti incrementi in termini di soglie di uscita. Un meccanismo molto particolare nato con un governo Berlusconi e pesantemente inasprito dalla legge Fornero.

Su quota 100 una delle ipotesi sarebbe quella di collegare la misura a questo meccanismo, evidentemente spostando l’età minima di uscita di qualche mese. Questo significherebbe risparmi importanti in quanto a spesa per quota 100 ed una importante riduzione di platea dei beneficiari. Il ripristino dell’aspettativa di vita naturalmente non riguarderebbe solo quota 100, ma tutte le misure di pensione anticipata vigenti.

Età 64 anni?

Come dicevamo sono 3 le ipotesi sul tavolo, come conferma anche l’autorevole quotidiano, «Il Sole 24 Ore». L’ultima è quella che punta ad innalzare l’età minima di uscita con la quota 100. La misura oggi è impostata come ormai ampiamente si sa, con una età minima di uscita a 64 anni ed una soglia minima di contributi versati di 38 anni. In base alle ipotesi, si potrebbe aprire ad una importante correzione di quota 100 che vedrebbe l’età pensionabile minima salire a 64 anni.

Una ipotesi che segue una proposta che da qualche giorno ha avanzato il Presidente del centro studi Itinerari Previdenziali, Alberto Brambilla. Inoltre va ribadito che allo stato attuale delle cose, l’altra misura su cui Lega e il suo leader Matteo Salvini, da tempo di spendono, quota 41 per tutti, difficilmente troverà spazio.