Autore: B.A

Pensione

Nuova quota 41 dal 2022, come sarebbe? Ecco alcune ipotesi per la riforma pensioni

Quota 41 ampliata anche ai lavoratori fragili, altra ipotesi per la legge di Bilancio.

Per domani, mercoledì 14 ottobre, è stato calendarizzato un nuovo incontro tra sindacati e governo. Il tema sempre lo stesso, cioè riforma pensioni e post quota 100. I sindacati continuano ad essere fermi sulle loro posizioni che prevedono flessibilità in uscita a partire dai 62 anni e quota 41 per tutti.

Il governo invece è letteralmente tra due fuochi. Immaginare che si possano ideare riforme previdenziali che prevedano un aumento della spesa previdenziale, adesso che l’Europa monitora tutto per via del Recovery Fund è esercizio azzardato. E nelle ultime giornate è emersa l’idea di quota 102. Solo su un aspetto però sembra esserci una convergenza di idee tra governo e parti sociali. I lavori gravosi sono categorie da tutelare e magari da allargare come platea.

Opzione donna, Ape sociale e quota 41 potenziata

Se immaginare la UE dare l’ok ad una riforma delle pensioni all’insegna dello spendere, è pura fantasia, lo stesso vale se solo si immagina che i sindacati diano l’ok a quota 102. Salvo colpi di scena improvvisi e retromarce repentine da parte di CGIL, CISL e UIL al tavolo col governo, accordi sulla quota 102 sono piuttosto difficili.

La pensione flessibile e la quota 41 per tutti restano cavalli di battaglia delle parti sociali. Quota 102, ipotesi di superamento di quota 100 dal 2022, eviterebbe il «botto» di 5 anni di scalone, ma sposterebbe avanti di due anni l’età pensionabile.

Dai 62 anni della quota 100 ai 64 della quota 102, e sempre con 38 anni di contributi versati. Ma qualsiasi programma riformatore di questo genere va posticipato al 2022, perché in vista della prossima legge di Bilancio la cui presentazione in Parlamento è imminente ci dovrebbero essere opzione donna e Ape sociale, due misure che scadono il prossimo 31 dicembre e che dovrebbero essere prorogate al 2021.

E forse ci dovrebbe essere spazio per una nuova quota 41. Certo, non quella per tutti cui i sindacati puntano. Si parla infatti, di una quota 41 allargata e potenziata.

Dopo i lavori gravosi, quota 41 per i lavoratori fragili

Quando si parla di estendere una misura pensionistica significa renderla fruibile a più persone, perché evidentemente, la misura in questione prevede paletti e limitazioni. E negli ultimi anni ne sono uscite di misure a platea circoscritta.

Adesso, in vista della legge di Bilancio, si parla di allargare l’Ape sociale anche ai lavoratori fragili. Dopo la nascita della definizione «lavori gravosi», per le individuare categorie di lavoratori alle prese con attività e mansioni troppo logoranti, adesso nasce la fragilità.

Per lavoratori fragili si intendono quei lavoratori che per patologie pregresse, età e stato di salute, sono più esposti agli effetti terribili del Coronavirus. Immunodepressi, malati oncologici e malati cronici sono lavoratori che probabilmente avranno la possibilità di rientrare nell’Anticipo Pensionistico sociale alla stregua del lavoro gravoso.

E dal momento che i lavori gravosi sono categoria a cui si applica anche la quota 41 precoci, l’idea è di aprire questa misura anche ai lavoratori fragili. Questo il perimetro d’intervento nell’immediato. In pratica, alcuni ritocchi e proroghe di misure vecchie e in scadenza, solo questo si potrà fare in vista della prossima legge di Bilancio.