Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Novità pensioni a 62, con penalità fino ai 67 anni, poi aumenti

Arriva una nuova proposta di pensionamento flessibile, l’anticipo calcolato

Arriva una nuova, rivoluzionaria proposta per la riforma delle pensioni. Una proposta targata Pasquale Tridico. Il Presidente dell’Istituto Previdenziale, impegnato nella presentazione della consueta relazione annuale dell’Inps, avrebbe manifestato una nuova proposta di riforma delle pensioni. Una proposta totalmente differente da quelle di cui si parla da sempre. L’unica cosa classica è il richiamo alla flessibilità in uscita. Ma con un meccanismo particolare, l’anticipo calcolato, come lo ha ribattezzato il sito «Tiscali.it».

Pensioni a 62 anni con anticipo calcolato

La proposta del Presidente dell’Istituto Previdenziale prevede canali di uscita a 62 e 64 anni di età, con un occhio di riguardo alle situazioni più gravi come i disoccupati troppo in là con gli anni, cioè coloro che perdono il lavoro dopo i 60 anni.

La parte più «stravagante» della proposta di Tridico riguarda l’anticipo a 62 anni. Un anticipo flessibile con penalizzazione iniziale che si risolve al termine dell’anticipo. In pratica, si darebbe la facoltà ai lavoratori di uscire dal lavoro già a 62 anni, che tra l’altro è l’età minima di uscita di quota 100, ma solo accettando un ricalcolo contributivo dell’assegno.

La novità è che questo ricalcolo, notoriamente penalizzante, non sarebbe eterno, cioè non inciderebbe sulla pensione del beneficiario dell’anticipo per sempre. Una volta compiuti 67 anni, cioè una volta raggiunta l’età pensionabile della quiescenza di vecchiaia e quindi, una volta terminato l’anticipo di pensionamento, la pensione verrebbe ricalcolata. Stavolta anche con il sistema misto, ovvero, ricalcolata con il sistema retributivo per la parte di contribuzione che ricade in quel sistema, anche in questo caso, notoriamente più favorevole.

La parte retributiva della carriera di un lavoratore, verrebbe integrata al momento del raggiungimento dei 67 anni di età. Una penalizzazione temporanea quindi, che darebbe maggiore appeal alla misura flessibile, che tra l’altro non avrebbe un particolarmente elevato montante contributivo necessario.

Infatti basterebbero 20 anni di contribuzione.
In alternativa e sempre opzionale, lavoratore potrebbe scegliere di uscire a 62 anni, con pensione calcolata con il contributivo e con il retributivo insieme, cioè senza penalizzazioni. Ma la parte di pensione retributiva, cioè il surplus ottenuto, andrebbe restituito a partire dai 67 anni, con taglio sulla pensione futura.

Le altre priorità per Pasquale Tridico

Per Tridico occorre comunque prevedere soluzioni di priorità con termini di pensionamento, per i lavori usuranti e per chi perde il lavoro dopo i 60 anni. Bene la conferma di opzione donna e ok l’ipotesi di una pensione di salvaguardia per i giovani di oggi, cioè la pensione di garanzia.

Tutto per superare la riforma Fornero che secondo Tridico ha "favorito la sostenibilità economica per il sistema previdenziale ma ha mancato la sostenibilità sociale”. Per questo occorre prevedere una uscita per tutti con 20 anni di contribuiti e dai 64 anni di età.