Autore: B.A

Fisco

Novità: Bonus 600 euro autonomi e partite Iva solo a marzo, poi il Sea

Il governo studia una nuova misura da inserire nei futuri decreti emergenziali, ecco le ultime novità!

Il governo sta studiando una serie di misure che diano ossigeno a lavoratori, famiglie e imprese in questa fase di grave crisi sanitaria. Una cosa certa è che dopo la crisi sanitaria, il coronavirus lascerà in campo anche una pesantissima crisi economica, con i primi effetti che si stanno manifestando già adesso. Troppe attività chiuse, troppi lavoratori non portano più reddito a casa. Questa è una cosa che si sta manifestando ormai da settimane, da quando le misure di contenimento della pandemia da coronavirus, hanno costretto il governo a misure draconiane come quelle di chiudere bar, ristoranti, negozi, fabbriche e tutte le altre attività reputate non essenziali.

Per questi lavoratori il governo ha già stanziato una congrua parte dei 25 miliardi di dotazione del decreto “Cura Italia”. Con quell’atto il governo ha deciso di erogare un bonus anche ai lavoratori autonomi, commercianti, artigiani e negozianti, che sono stati chiusi per evitare di estendere il contagio da Covid-19. Le misure varate dal decreto Cura Italia sono solo per marzo, mentre altri decreti del Consiglio dei Ministri ed altri provvedimenti devono essere presi nei mesi a venire, sperando che l’emergenza finisca quanto prima.

Il governo ormai è chiaro, ha deciso di intervenire a step, verificando come si prosegue con l’emergenza coronavirus. E si lavora per correggere, sistemare e magari potenziare le misure che sono state prese nel decreto del 17 marzo scorso. Tra queste non mancano ipotesi di interventi per i lavoratori autonomi. Ecco le ultime novità e cosa bisogna aspettarsi dai futuri decreti.

Bonus 600 euro autonomi

Per il momento la misura che riguarda i lavoratori autonomi iscritti alle casse previdenziali Inps è quella del bonus 600 euro. Una misura una tantum, valida solo per il mese di marzo. Per le domande si partirà il 1° aprile, quando l’Inps avvierà la procedura che è già risaputo, sarà semplificata. L’Inps ha già stabilito che ci sarà un sistema che permetterà a tutti di poter presentare domanda, anche perché per il momento, la richiesta potrà essere fatta solo dagli stessi lavoratori autonomi o al massimo dai Patronati. I commercialisti e gli altri esperti del settore al momento sembra non siano stati ancora autorizzati a presentare domanda per conto dei loro clienti, nonostante abbiano già l’autorizzazione in delega.

Resta quindi il fatto che dal 1° aprile i commerciati, gli artigiani e le Partite Iva che versano contributi all’Inps, potranno presentare domanda per ricevere il bonus una tantum da 600 euro. Lo si farà tramite un pin straordinario, cioè con credenziali rapide da ottenere per permettere a tutti quanto prima di presentare domanda e di ricevere i soldi. Una semplificazione ed un taglio alla burocrazia che da giorni il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte continua a chiedere agli enti che si occuperanno di queste domande.

Sea al posto del bonus 600 euro

Il quotidiano “Il Giornale” del direttore Alessandro Sallusti ha prodotto un articolo in cui parla delle ipotesi che stanno facendo capolino nell’esecutivo per i prossimi decreti economici. Ci vorranno più decreti, perché probabilmente l’emergenza potrebbe durare ancora molto. Il DPCM n°18/2020, il cosiddetto decreto Cura Italia è solo il primo. Adesso si pensa a che misure adottare, e per gli autonomi spunta il sostegno di emergenza lavoratori autonomi, il Sea. Una misura che sostituirebbe il bonus 600 euro autonomi. Una misura che non sarebbe a pioggia e di importo uguale per tutti, ma che vedrebbe cifre differenti in base alla situazione economica di ogni singolo lavoratore autonomo e della sua famiglia.

E guarderebbe pure all’ammanco reddituale che ciascuno di essi ha avuto in questa fase di crisi. Una misura che sembra ricalcare quanto scritto nel decreto sul bonus 600 euro lavoratori casse private firmato ieri dalla Catalfo. Per i professionisti iscritti all’ordine che versano i contributi obbligatori a casse private infatti, si è deciso di erogare il bonus 600 euro a chi ha redditi 2018 fino a 35mila euro, mentre per chi ha redditi sopra 35mila e fino a 50mila euro, solo se la crisi da coronavirus a scatenato una perdita di utile di almeno il 33%.