Autore: Giacomo Mazzarella

IMU

Niente seconda rata Imu, ecco chi non paga

Nel decreto Ristori cancellata ha seconda rata Imu, ma non per tutti.

Una buona nuova per alcune tipologie di contribuenti arriva dal decreto Ristori. Si tratta della cancellazione della seconda rata Imu. Per l’emergenza Covid e per la grave crisi economica, il Governo ha prodotto un nuovo decreto di emergenza. E tra bonus, indennizzi, aiuti e misure straordinarie, ha anche di fatto cancellato la seconda rata Imu, naturalmente non per tutti. Ecco a chi si rivolge questa importante novità.

Seconda rata Imu cancellata, per chi?

La cancellazione della seconda rata Imu è stata inserita nel Decreto Ristori. La misura entra di diritto nel pacchetto di misure destinate alle attività commerciali che il governo ha deciso di limitare con il nuovo Dpcm del 24 ottobre 2020.

Ci sono molteplici misure destinate alle attività chiuse dalle 18 della sera come bar e ristoranti o chiuse del tutto come palestre, discoteche e sale gioco. E tra queste che si incastona anche la cancellazione della rata a saldo dell’Imposta Municipale Unica. Si tratta della rata che comunemente andrebbe pagata entro il 16 dicembre di ogni anno.

Leggi anche: Divieto di licenziamento, cosa cambia con il decreto Ristori e cosa si prevede in futuro

Le attività vittime delle misure restrittive

Per via del coronavirus e della risalita dei contagi, il Dpcm del 24 ottobre scorso ha stabilito la chiusura di cinema, teatri, sale gioco e sale scommesse, sale bingo, palestre e piscine, centri sportivi e così via. E come dicevamo, per bar, ristoranti, gelaterie, pub e così via, chiusura alle 18 della sera. Unica possibilità, vendite d’asporto e vendite a domicilio. E sono proprio queste le categorie di attività, i pubblici esercizi a cui il governo ha deciso di cancellare la seconda rata Imu. L’agevolazione riguarda tutti gli immobili e tutte le relative pertinenze in cui si esercitano le attività.

Pertanto, esenti gli immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali. Poi, esenzione anche per gli immobili che in catasto sono inseriti in categoria catastale D/2 , cioè alberghi e pensioni, immobili degli agriturismi, immobili dei villaggi turistici, immobili degli ostelli della gioventù, immobili dei rifugi di montagna o delle colonie marine, affittacamere case vacanze, bed & breakfast, residence e campeggi.

Esenzione ad una unica condizione, cioè che proprietari immobiliari e gestori di queste attività siano la stessa persona. Stesso discorso e stessa esenzione per locali adibiti a bar, ristoranti e simili, oppure sale giochi, sale biliardo sane scommesse, sale da ballo e discoteche.

Tutti i locali come detto, di attività che hanno subito direttamente le restrizioni e che oltre all’esenzione Imu, avranno diritto al nuovo ristoro a fondo perduto dal 150 al 400% di quanto incassato con il DL Rilancio. Quindi, misure a sostegno di queste attività, inevitabilmente in crisi dal momento che non possono lavorare o dal momento che hanno visto drasticamente ridotta la loro possibilità di guadagno.