Autore: B.A

Governo - Coronavirus - Giuseppe Conte

27
Apr

Nessuna fase 2, tutto rimandato a giugno: Scuola finita, fondo perduto PMI, bonus e aperture

Fino al 18 maggio tutto come prima, poi forse i negozi riapriranno, ma non bar, ristoranti e barbieri, e i lavoro sui bonus prosegue

Non è roseo il punto della situazione per quanto riguarda l’emergenza coronavirus. Probabilmente, se si esclude la Lombardia, l’unica cosa positiva di queste giornate sono i numeri su contagi, ricoverati e deceduti per il coronavirus. Ed è paradossale che il calo dell’emergenza sanitaria non coincida con un allentamento delle misure restrittive del governo, sia sulle libertà individuali che sulle attività lavorative ancora chiuse.

Il lockdown aiuta a far scendere i numeri, è vero, ma se il lockdown ha funzionato è perché gli italiani, la stragrande maggioranza di loro, sono stati bravi a seguire le regole. E allora perché non dare fiducia agli italiani, consentendo loro di essere più liberi di uscire, pur con le dovute cautele? E allora perché non consentire a tutte le attività lavorative, tutte, di riaprire per chi ha strutture e strumenti idonei a continuare a rispettare le regole anti contagio? Domande che dopo la conferenza stampa del Premier sono diffusissime ovunque.

Il piano economico e il fondo perduto

Il piano per le riaperture Fase 2 di fatto rimandata. Infatti sarà giugno il mese da attendere per vedere se si potrà allentare la stretta delle restrizioni. Niente liberi tutti e nemmeno liberi pochi, purtroppo il Premier non ha fatto altro che confermare tutto il pacchetto di divieti a cui tutti gli italiani sono tristemente abituati dal 9 marzo scorso. Anche sulle attività commerciali e su quelle produttive, il calendario delle riaperture resta sostanzialmente in standby. La vera fase 2 parte a giugno e probabilmente con contributi a fondo perduto per le piccole imprese, lo sottolinea il noto quotidiano economico «Milano Finanza».

Tutto appeso ai prossimi provvedimenti, questo ciò che ha annunciato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, presentando il Dpcm ieri. Il provvedimento presentato ieri andrà di pari passo con il decreto economico, che continua ad essere chiamato decreto aprile anche se probabilmente uscirà tra la fine di questo mese e i primi di maggio. Le misure comunque entreranno in funzione a maggio.

Un decreto da 55 milioni di euro

Probabilmente con contributi a fondo perduto per le piccole imprese. In teoria dovrebbe riguardare le imprese sotto i 10 dipendenti, con cifre che secondo quanto anticipato da “milanofinanza.it” dovrebbero essere nell’ordine di 3.000/4.000 euro.

Contributi autonomi in automatico

Il Premier ieri sera ha detto che il bonus autonomi, agricoli, stagionali e collaboratori sarà confermato anche nel prossimo decreto di aprile. Probabile che salirà ad 800 euro e che sia da richiedere in maniera semplice, con un click, come ha spiegato Conte alla nazione. In pratica, rinnovo automatico del bonus. Sulla cassa integrazione ci sono ritardi pesanti ma sono dovuti alle Regioni, almeno questo ciò che ha spiegato Conte, scusandosi per il ritardo, ma giustificandosi con il fatto che sono le Regioni a non aver prodotto i flussi necessari per dare il via ai pagamenti.

«Ci avviamo ad un rallentamento del lockdown dal 4maggio ma vogliamo mantenere la situazione sotto controllo. Le regioni giornalmente ci informeranno sulla curva epidemiologica e il ministro Speranza a tre giorni dal varo del Dpcm, indicherà le soglie sentinella da rispettare in modo da intervenire indeterminate situazioni e chiudere il rubinetto», queste le parole di Conte che parla di un allentamento che forse pochi si accorgeranno che sia stato emanato.

Tra le principali novità del nuovo Dpcm, il via libera al cibo da asporto, la riapertura dei comparti manifatturiero. Cibi da asporto in bar e ristoranti, che però non apriranno per davvero fino al 1° giugno, se davvero il cronoprogramma sarà questo, con seri dubbi sul fatto che il 2 giungo è un festivo e probabilmente anche la data del primo giugno slitterà ancora.