Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Nel 2021 pensione di vecchiaia dai 64 anni per chi versa dal 1996, ma solo con un assegno dai 1285 euro

Sulle pensioni del sistema contributivo puro nel 2021 si confermano le regole di accesso legate all’importo dell’assegno. Possibile uscire dal lavoro a 64, 67 o 71 anni, ecco le regole da conoscere.

Il tema dell’accesso alla pensione di vecchiaia nel 2021 per chi è iscritto al sistema contributivo puro presenta alcune differenze importanti rispetto al cosiddetto sistema misto - retributivo. Questo perché le ultime riforme previdenziali hanno di fatto cambiato non solo il metodo di calcolo dell’emolumento previdenziale, ma anche le regole di accesso. Lo scenario appare variegato, ma a pesare fortemente sarà non solo l’anzianità contributiva.

Fondamentale è infatti il tipo di carriera che il lavoratore ha svolto. Infatti, per poter uscire dal lavoro a partire dai 64 anni è necessario aver maturato un assegno importante e superiore alla media. Mentre coloro che hanno versato pochi anni di contribuzione potranno comunque contare su un piccolo assegno, ma attendendo la maturazione dei 71 anni di età. Vediamo di fare ordine rispetto agli aspetti appena evidenziati spiegando in che modo i lavoratori che hanno iniziato a versare dal 1° gennaio 1996 potranno andare in pensione il prossimo anno.

Pensione di vecchiaia 2021 per il contributivo puro: si esce dai 67 anni, ma c’è il vincolo dei versamenti e dell’importo riguardante l’assegno

Tenendo presente il quadro generale appena presentato, vediamo in che modo nel 2021 sarà possibile accedere alla pensione ordinaria di vecchiaia per i lavoratori iscritti al sistema contributivo puro. I parametri di riferimento sono la maturazione di almeno 67 anni di età e di 20 anni di versamenti.

A questi due criteri deve però essere aggiunta una condizione legata al valore del futuro assegno. Per poter ottenere la pensione è infatti indispensabile anche maturare un emolumento uguale o superiore ad 1,5 volte l’importo della prestazione sociale. Sarà quindi basilare ricevere circa 690 euro al mese (per 13 mensilità), altrimenti la pensione slitta alla maturazione dei 71 anni (indipendentemente da quanto verrà erogato dall’Inps).

In quest’ultimo caso è però opportuno ricordare che nel sistema contributivo puro decade il vincolo dei 20 anni di versamenti. A 71 anni sarà quindi possibile ottenere la pensione anche con appena 5 anni di versamenti, senza ulteriori criteri restrittivi legati agli importi erogati.

Pensione di vecchiaia dai 64 anni con 20 anni di versamenti: ecco chi potrà accedere nel 2021

Infine per quanto riguarda la pensione di vecchiaia anticipata a partire dai 64 anni, nel 2021 potranno accedere tutti i lavoratori inseriti nel sistema contributivo puro che avranno maturato almeno 20 anni di versamenti e che rispetteranno al contempo il vincolo sul valore del futuro assegno. Quest’ultimo deve corrispondere ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale.

Come facilmente intuibile, il parametro appare piuttosto penalizzante perché risulta fondamentale maturare una pensione di circa 1285 euro al mese (per 13 mensilità). Visti i peculiari meccanismi di calcolo del sistema contributivo, questo genere di assegno potrà essere maturato solo da coloro che avranno effettuato versamenti al di sopra della media. Si tratta di lavoratori che negli ultimi 25 anni hanno potuto beneficiare di stipendi elevati e che quindi hanno accumulato un montante importante nell’estratto conto contributivo dell’Inps.