Nati entro il 1957: 4 vie per la pensione con 3 anni di anticipo entro il 31 dicembre 2021

Nati entro il 1957: 4 vie per la pensione con 3 anni di anticipo entro il 31 dicembre 2021

Andare in pensione con 3 anni di anticipo può essere realtà già nel 2021 per chi è nato entro il 31 dicembre 1957.

Pensione di vecchiaia già a 64 anni e non si tratta di una misura in via di sviluppo o di una proposta di una eventuale riforma. È la realtà per alcuni lavoratori a determinate condizioni.

Una pensione a 64 anni significa anticipare l’uscita di 3 anni dal momento che anche in questo 2021 la pensione di vecchiaia ordinaria prevede il raggiungimento dei 67 anni di età.

Una possibilità che nel 2021 riguarda quindi i lavoratori nati fino a tutto il 1957, che proprio nel corrente anno compiono i 64 anni di età.

E ci sono almeno 3 misure che possono permettere l’anticipo della quiescenza a questi lavoratori. Ma non si tratta di una misura generalizzata dal momento che occorre rispettare determinati requisiti e determinate condizioni, tutte variabili in base alla misura di cui si ha diritto.

Pensione a 64 anni per chi non ha versato prima del 1996

Nonostante la legge Fornero ha pesantemente inasprito i requisiti di accesso alle pensioni, ha lasciato in campo alcune deroghe e alcune possibilità di dribblare le nuove, più pesanti soglie.

Tra le eccezioni alle regole ferree della riforma Fornero esiste la pensione anticipata contributiva, strumento utile ad anticipare la quiescenza a 64 anni.

Per poter centrare questo canale di uscita occorre avere almeno 64 anni di età e quindi essere nato entro il 31 dicembre 1957 per poter uscire già nel 2021. Inoltre occorrono non meno di 20 anni di contributi versati.

Infine, c’è da rispettare il requisito delle 2,8 volte l’assegno sociale, nel senso che per poter accedere a questa misura occorre che la pensione percepita sia quanto meno pari a poco meno di 1300 euro al mese.

La misura si chiama pensione anticipata contributiva e si chiama così perché non riguarda la generalità dei lavoratori ma solo coloro che hanno il primo contributo previdenziale, a qualsiasi titolo versato, successivo al 31 dicembre 1995, cioè dall’entrata in vigore della riforma Dini con annesso sistema contributivo.

A 64 anni con l’anticipo pensionistico

Per i nati nel 1957, con carriera iniziata prima del 1996, le speranze di uscire a 64 anni senza dover attendere il 67imo anno di età esistono ancora per via di un’altra misura prevista dal nostro ordinamento.

Parliamo dell’Anticipo Pensionistico Sociale, la cosiddetta Ape social. In questo caso però 20 anni di contributi non bastano. Infatti serve avere almeno 36 anni di contribuzione se il lavoratore interessato svolge attività gravose, cioè rientra in una delle 15 categorie di lavoro gravoso previste e che sono:

  • Facchini;
  • Edili;
  • Camionisti;
  • Infermieri ed ostetriche di sale operatorie e sale parto;
  • Macchinisti dei treni o personale ferroviario viaggiante;
  • Badanti e addetti all’assistenza di non autosufficienti;
  • Siderurgici;
  • Agricoli;
  • Marittimi;
  • Pescatori;
  • Conciatori di pelli;
  • Addetti ai rifiuti;
  • Maestre ed educatori asili nido e infanzia;
  • Gruisti;
  • Addetti alle pulizie.

Servono invece 30 anni di contributi per altri tre profili di soggetti a cui l’Ape è destinata, ovvero:

  • Disoccupati che da almeno tre mesi hanno terminato la Naspi;
  • Invalidi con almeno il 78% di disabilità accertata;
  • Caregivers con familiari a carico disabili da 6 mesi.

Altre vie di uscita per i nati nel 1957

Resta fruibile ancora fino a fine anno o con cristallizzazione del diritto anche la quota 100 che parte dai 62 anni di età ma può essere fruita anche con la combinazione 64+38.

Raggiungere i 38 anni di contributi entro fine anno è necessario per poter rientrare in questa misura che chiuderà i battenti a fine anno. Ed a 64 anni può uscire anche l’invalido con almeno l’80% di invalidità pensionabile, cioè riconosciuta dalle competenti commissioni Inps e non solo dalla Commissione Medica Invalidi Civili delle Asl.

Infatti esiste la misura che per gli invalidi all’80% consente l’uscita già a 61 anni per gli uomini ed a 56 anni per le donne. In questi casi servono 20 anni di contributi versati.