Naspi più ricca fino a dicembre, poi taglio netto da gennaio?

Il governo vista l’emergenza sanitaria ed economica per la pandemia non ha lesinato aiuti e benefit, anche per la Naspi.

La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, ovvero l’indennità per disoccupati Inps, è stata oggetto di una novità che l’ha resa più appetibile per molti lavoratori. Ma si tratta di un beneficio probabilmente temporaneo e non di una maggiorazione in sana pianta. Parliamo del blocco al decalage del 3% che il governo ha deciso di inserire.

Naspi, fino a dicembre più soldi

Per capire bene di cosa parliamo, va ricordato il meccanismo di funzionamento della Naspi. La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego viene erogata come durata per la metà delle settimane lavorative svolte dal diretto interessato negli ultimi 4 anni.

Per quanto concerne gli importi occorre fare riferimento sempre ai 4 anni precedenti e alla media delle retribuzioni. Ma dal quarto mese di fruizione, l’importo cala del 3% progressivo al mese. Per questo alla fine dei 24 mesi di fruizione del sussidio per disoccupati, la Naspi si riduce fino a circa la metà del beneficio inizialmente concesso.

Ed è proprio sul taglio del 3% al mese, sul cosiddetto decalage che il governo ha deciso di porre un freno. E per i beneficiari della Naspi fino a fine anno l’importo iniziale percepito viene confermato anche dal quarto mese in più.

Naspi, a gennaio il salasso dopo lo sconto fino a fine anno

L’Inps tramite circolare, recependo le direttive del governo provenienti dal decreto Sostegni bis ha confermato la sospensione del decalage del 3% fino a dicembre 2021. Un indubbio vantaggio per chi in Naspi ci è andato prima di settembre 2021. Infatti nulla cambia per chi ci andrà dopo.

Essendo bloccato il decalage dal quarto mese, chi percepirà il primo assegno Naspi ad ottobre (come molti stagionali del turismo la cui stagione lavorativa termina a settembre), non otterrà benefici.

Ma a gennaio cosa accade?

In fatto che la Naspi non verrà tagliata del 3% al mese fino a dicembre, per chi si trova a prendere dal quarto mese in poi, il beneficio, è senza dubbio una buona nuova. Nessuna riduzione dell’assegno sarà applicata fino al 31 dicembre 2021 con il decalage di fatto sospeso fino a fine anno.

La cosa poco chiara però riguarda gli effetti che questo stop avrà a gennaio 2022, quando tutto tornerà normale. Infatti a gennaio, per chi naturalmente continua a percepire la Naspi, torneranno i tagli. E sembra che il mancato decalage mensile di questi ultimi mesi del 2021 potrebbe essere recuperato dall’Inps.

Perché, anche se ancora non è chiaro, lo stop alla riduzione della Naspi potrebbe essere solo una specie di prestito da parte dell’Inps. Un prestito che i disoccupati restituiranno con corposo taglio di Naspi a gennaio 2022 o se senza disoccupazione, con richieste di restituzione.

Infatti per chi ha sfruttato il mancato decalage nel 2021, non è azzardato ipotizzare che occorrerà ridare indietro quanto di più percepito. In attesa degli opportuni chiarimenti dell’Inps, questo è ciò che sembra assai probabile che accada.