Naspi anche senza le 30 giornate di lavoro, ma i dubbi restano

Naspi anche senza le 30 giornate di lavoro, ma i dubbi restano

Salta uno dei requisiti della Naspi che diventa più facile da centrare, ma occorrono chiarimenti.

«Naspi più facile nel 2021», così hanno titolato molte testate giornalistiche e molti siti web che hanno riportato una novità introdotta dal decreto Sostegni in materia di indennità di disoccupazione. Si tratta di una novità che lima i requisiti per accedere all’indennità per disoccupati involontari Inps cancellandone uno. Non serve più il requisito dei 30 giorni di lavoro nei 12 mesi antecedenti la data in cui si è perso il lavoro.

Naspi 2021, cosa cambia?

Fino alla fine del 2021 non servirà avere le canoniche 30 giornate di lavoro nei 12 mesi che precedono la perdita del posto di lavoro per poter richiedere la Naspi. Dal decreto Sostegni viene eliminato questo requisito da quelli utili alla fruizione dell’indennità.

Una novità che è collegata naturalmente alla emergenza sanitaria ed economica per via della pandemia come lo è tutto il decreto Sostegni. L’impatto della novità vale dalla data di entrata in vigore dello stesso decreto emergenziale e pertanto, riguarderà i disoccupati che devono presentare domanda dal 23 marzo al 31 dicembre.

Ciò che viene introdotto in materia Nuova assicurazione sociale per l’impiego è recepiti dall’Inps e tradotto nel messaggio ufficiale n° 1275 con cui l’istituto spiega tutto, non senza lasciare perplessità per quanto concerne il perimetro dei potenziali aventi diritto.

Inps, messaggio n°1275/2021

L’Inps ha recepito le novità del decreto Sostegni pubblicando un nuovo messaggio sul suo portale ufficiale. Parliamo del messaggio n° 1275 del 20 marzo scorso. Il messaggio con cui l’Inps tra l’altro, spiega le novità delle indennità Covid per determinate categorie di lavoratori, è servito pure per spiegare ciò che è stato introdotto per la Naspi.

L’abrogazione del requisito delle 30 giornate lavorative nell’anno precedente la data di interruzione involontaria del rapporto di lavoro, stando a ciò che si legge sul sito Inps troverebbe applicazione solo per le risoluzioni dei rapporti di lavoro intervenute dal 14 gennaio scorso per evidenti questioni temporali collegate alla normativa vigente in materia di Naspi.

Infatti ciò che è poco chiaro e che viene lasciato all’interpretazione del messaggio è che per rispettare i canonici 68 giorni di tempo utile per presentare domanda di Naspi a partire dalla data di perdita dell’occupazione, il 14 gennaio è la prima data utile. Infatti tutte le interruzioni dei rapporti di lavoro antecedenti il 14 gennaio rispetto alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni, sforano i 68 giorni.

E come si sa, questo arco temporale, questi 68 giorni, sono determinanti dal momento che una volta scaduti, si perde il diritto alla Naspi.
Restano da centrare comunque tutti gli altri requisiti, a partire da quello principale e cioè dalla perdita del lavoro che deve essere involontaria. Quindi, licenziamenti individuali, dimissioni per giusta causa e risoluzione consensuale del rapporto con la procedura di conciliazione dei licenziamenti.