Autore: B.A

Naspi - INPS - Jobs Act - Sussidi di disoccupazione

29
Dic 2019

Naspi 2020, requisiti, calcolo e durata, la guida alla disoccupazione Inps

Tutto quello che c’è da sapere sulla disoccupazione Inps, la Naspi.

La Naspi Inps è l’indennità per disoccupati prevista dal nostro sistema. Come funziona, chi ne ha diritto, quanto dura, come si calcola e come si richiede, sono domande molto frequenti da parte di chi perde il lavoro. Vediamo nel dettaglio tutte le regole che accompagnano questo strumento nel 2020.

A chi spetta la Naspi 2020

Il lavoratore dipendente che perde involontariamente il proprio posto di lavoro, può richiedere l’indennità di disoccupazione all’Inps. Lo strumento di chiamata Naspi, che e l’acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego. La misura si chiama così per via del Jobs Act varato dal governo di Matteo Renzi. La misura, nata nel pacchetto di riordino degli ammortizzatori sociali dell’allora governo PD, ha sostituito tutte le vecchie prestazioni come la Aspi, la disoccupazione ordinaria e la requisiti ridotti.

La Naspi spetta a tutti i lavoratori dipendenti, agli apprendisti, ai soci di cooperativa con in corso un rapporto subordinato con la cooperativa stessa, il personale artistico e i lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato della Pubblica Amministrazione. Per i lavoratori statali con contratto a tempo indeterminato, non è prevista disoccupazione indennizzata, mentre la Naspi non è fruibile dagli operai agricoli per i quali c’è la disoccupazione agricola Inps. La Naspi non può essere percepita da chi ha contratti di collaborazione, perché rientrano nel perimetro della Dis.Coll (la disoccupazione Inps per collaboratori), mentre è appannaggio dei lavoratori precari della scuola.

I requisiti Naspi 2020

La Naspi è cumulabile con il reddito di cittadinanza. Per poter percepire il sussidio, occorre rispettare 3 determinate condizioni.
Infatti, la misura prevede, come requisiti per poter rientrare nel beneficio concesso, che il richiedente abbia:

  • Uno stato di disoccupazione derivante da cause indipendenti dalla volontà del lavoratore stesso;
  • Almeno 13 settimane di contribuzione versata nei 4 anni precedenti la data in cui si perde il lavoro;
  • Almeno 30 giorni di effettivo lavoro nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.

Per il requisito della perdita involontaria del lavoro, occorre essere stati licenziati, fuoriuscire da un rapporto di lavoro a scadenza o aver dato le dimissioni per giusta causa. Insieme alla maternità, le dimissioni per giusta causa rappresentano la deroga al licenziamento, che permette comunque di rientrare nella Naspi. In questi caso però, deve essere la Direzione Territoriale del Lavoro la sede dove presentare le dimissioni per farle vidimare come date per giusta causa. Per la Naspi non sono utili, i periodi coperti da contribuzione figurativa per cassa integrazione straordinaria e ordinaria a zero ore e per permessi legge 104, tutti periodi, che non essendo utili per il calcolo, sono quindi neutralizzati e aumentano il quadriennio di riferimento.

Importi e durata Naspi 2020

L’importo Naspi per il 2020 è rivalutato dello 0,4% per via dell’adeguamento al tasso di inflazione. Il nuovo importo Naspi 2020 è pari a 1.226,32 euro mentre l’importo massimo mensile non può in ogni caso superare 1.334 euro. La Naspi si calcola in base alla media delle retribuzioni utili ai fini previdenziali, sempre dei 4 anni precedenti la perdita involontaria del lavoro. Anche la durata è rapportata al quadriennio di osservazione. Per capire quanto si percepirà di Naspi, basta munirsi del proprio estratto conto previdenziale.

Basterà sommare tutti gli importi relativi alle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali che sono state percepite negli ultimi 4 anni, dividerle poi per il numero di settimane di contribuzione, e moltiplicare il risultato per il coefficiente 4,33. Nel caso in cui, il risultato ottenuto è inferiore a 1.226,33 euro, la Naspi assegnata è pari al 75% di questo risultato. Se la cifra che esce dal calcolo è superiore a 1.226,32 euro, la parte eccedente da diritto ad un surplus pari al suo 25%, fino ad un massimo di 1.334 euro.

Un esempio chiarirà meglio le regole di calcolo. Se il calcolo da 1.300 euro, la Naspi assegnata sarà pari al 75% di 1.226,32 euro più, il 25% di 73,67 euro, cioè la differenza tra 1.300 e 1.226,32. L’importo della Naspi cala del 3% al mese a partire dal quarto mese di fruizione. La durata della Naspi 2020, varia a seconda di quante settimane di lavoro coperte da contributi sono state effettuate negli ultimi 4 anni prima del licenziamento involontario.

La durata massima è di 24 mesi poiché la Naspi spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni. I periodi utili al calcolo della durata della Naspi 2020 sono quelli effettivi da lavoro che non sono stati già utilizzati per altre prestazioni di disoccupazione.

Chi ha lavorato per 18 mesi, tra il 2016 ed il 2019, avrà quindi diritto a 9 mesi di sussidio. Nel caso in cui, per esempio, 6 di questi 18 mesi di lavoro, avviano già dato diritto ad una disoccupazione indennizzata, anche se con Aspi, Requisiti ridotti e così via, diventano utili alla Naspi solo 12 mesi, che farebbero diritto a 6 mesi di sussidio.

Domanda Naspi 2020

Per ottenere questo sussidio di disoccupazione, il lavoratore, è tenuto a presentare domanda all’Inps. Il modulo da utilizzare è il naspi com. I canali sono quelli classici, cioè tramite patronato, oppure tramite le proprie credenziali di accesso ai servizi telematici dell’Inps, o tramite lo Spid, il sistema pubblico di identità digitale. La domanda va presentata entro massimo 68 giorni dal licenziamento. Presentandola entro 8 giorni dalla data di licenziamento, la decorrenza della Naspi scatta dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Per presentazioni successive all’ottavo giorno, il diritto a ricevere il sussidio decorre dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda.