Autore: Francesco Menna

Android - Smartphone - WhatsApp

30
Mar

Migliaia di italiani spiati a causa di alcune app Android dello Stato italiano

Exodus è lo spyware che controlla a distanza gli smartphone degli italiani

Un software per Android che nelle prime righe di codice conteneva parole «Mundizza» che in calabrese significa immondizia e «Rino Gattuso», il testimonial della regione. Molto probabile che tali riferimenti siano fatti per esporre al pubblico la paternità dell’applicazione. Il programma, uno spyware, si chiama Exodus. La cosa strana è che gli sviluppatori sono proprio coloro che lavorano per lo stato italiano e l’azienda si chiama Esurv. Questo software è passato al centro della polemica in quanto avrebbe intercettato migliaia di italiani violando le rispettive privacy.

L’app che spia gli italiani

La conferma di tale notizia è arrivata da Security Without Borders, che ha pubblicato un’inchiesta sul Motherboard. La propagazione dello spyware è avvenuta proprio tramite alcune app scaricabili dal Play Store di Android. Le applicazioni ora sono state rimosse e quelle contenenti Exodus erano circa 25 e si spacciavano come applicazioni per migliorare le prestazioni dei propri smartphone. Grazie ad Exodus, i malintenzionati possono controllare da remoto i dispositivi e può vedere tutto ciò che viene mostrato sul display dell’utente. Proprio per questo, molti pensano che tali ideatori avessero il controllo anche sulle chat di Telegram e Whatsapp.

Exodus è progettato per agire in due fasi. La prima è che lo spyware si installa sullo smartphone ma controlla solo l’IMEI e il numero di telefono. Solo successivamente, e dunque con una seconda fase, il virus prende il pieno controllo del device. La società avrebbe progettato il dispositivo per la Polizia di Stato e secondo alcuni dati la stessa avrebbe incassato ben 307.439,90 euro proprio da parte della Polizia.