Licenziamento: può scattare per chi non vuole vaccinarsi, lo prevede il Testo Unico della sicurezza sul lavoro

Si rischierebbe il licenziamento a non voler fare il vaccino, lo ha dichiarato Raffaele Guariniello, noto ex Pubblico Ministero

Mai come in questo periodo storico si parla di vaccino, argomento caldo per via del Covid e dell’emergenza epidemiologica. Vaccinarsi, non solo per il Covid, diventa fattore determinate anche in materia lavorativa.

Infatti l’ex Pm Raffaele Guariniello, intervistato da «Il Fatto Quotidiano» ha ricordato che il rifiuto al vaccino potrebbe far perdere il posto di lavoro. Obbligatorio quindi vaccinarsi se non si vuole rischiare di perdere il lavoro. Ma perché questo obbligo e cosa dice la legge? Ecco cosa viene sottolineato da un articolo del sito “La Legge Per Tutti”.

Le parole dell’ex Pubblico Ministero

“Chi non fa il vaccino rischia il licenziamento”, questo il sunto del discorso di Guariniello. Infatti ciò che prevede il Testo Unico sulla sicurezza nel lavoro è proprio la rescissione del rapporto di lavoro. Sul sito di informazione legale si parla di bomba sganciata dall’ex Pubblico Ministero nonché giurista di fama giurista. In pratica, anche se il vaccino anti Covid pare non sarà obbligatorio, secondo il giurista vaccinarsi dovrà andare oltre la semplice scelta personale.

Infatti la legge secondo Guariniello, prevede che ci possa essere il licenziamento nel caso in cui non si adempia ad un obbligo che assume anche i connotati morali dal momento che il posto di lavoro deve essere sicuro per il lavoratore, per i colleghi e per chiunque sia a contatto con la struttura.

L’articolo 32 della Costituzione prevede però che “nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario, se non per disposizione di legge”, e questo apre al fatto che il Testo Unico in materia di sicurezza del lavoro preveda di fatto un obbligo che anche la Costituzione non vieta.

Gli obblighi del datore di lavoro

La normativa prima citata infatti, è abbastanza chiara. “La normativa impone al datore di lavoro di mettere a disposizione vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico, da somministrare a cura del medico competente. La stessa norma impone al datore di lavoro l’allontanamento temporaneo del lavoratore in caso di inidoneità alla mansione, su indicazione del medico competente”, questo il pensiero di Guariniello che quindi sostiene come non sia impossibile poter essere licenziati se non si accetteranno gli obblighi di vaccinazione.

Naturalmente il Pm poi va a detonare in parte l’allarme, parlando del licenziamento come di una possibilità e non certo di una regola automatica. “Il datore di lavoro è obbligato a predisporre misure organizzative per tutelare il lavoro, ma se questo non è possibile si rischia la rescissione del rapporto di lavoro”, cioè, se si può ovviare a questa situazione, spostando magari il dipendente che non vuole vaccinarsi in una mansione che lo tiene a distanza dagli altri colleghi, il datore di lavoro può farlo, ma se altre soluzioni differenti non siano possibili, il licenziamento è una eventualità prevista dalla legge. Leggi anche: Vaccino Covid, la svolta nel 2021. Bassetti: «Ecco quando via la mascherina»