Lavoro, retribuzioni e stipendi fermi: gli italiani guadagnano 11,25 euro l’ora

Dall’ultimo rapporto Istat emergono dati interessanti rispetto ai guadagni degli italiani. Gli aumenti negli emolumenti restano molto limitati, mentre l’inflazione continua a crescere.

Dalle ultime evidenze in arrivo dall’Istat emerge ancora una volta un contesto in chiaroscuro rispetto alla situazione reddituale degli italiani. Secondo quanto evidenziato nelle elaborazioni prodotte dall’Istituto statistico, nell’ultimo anno di riferimento la retribuzione degli italiani è cresciuta in media di appena lo 0,3%, rispetto all’anno precedente. Una percentuale che si scontra contro quella dell’inflazione, cresciuta ad un tasso decisamente più veloce.

Il tutto si traduce in una semplice constatazione: per poter mantenere il proprio potere di acquisto e comprare lo stesso paniere di beni, gli italiani devono lavorare per più tempo. La sintesi si trova quindi nella paga oraria, che viene stimata ad 11,25 euro, seppure con le dovute differenze settoriali.

Ad esempio, le retribuzioni orarie maggiori si trovano nel settore assicurativo (dove riescono a superare le 20 euro l’ora), mentre quelle più basse nei servizi di ristorazione e negli autonoleggi (attestandosi attorno alle 10 euro l’ora). Ma restano ovviamente sotto la mediana moltissime altre attività, tra cui l’istruzione, lo sport, l’assistenza sociale ed i servizi di supporto alle imprese.

Il Nord Italia continua ad avere le retribuzioni più elevate

Se invece si prendono in esame i dati dell’Istat inerenti il punto di vista della distribuzione geografica dei redditi, viene confermato ancora una volta il divario tra nord e sud Italia. Le paghe delle regioni settentrionali continuano infatti a restare nettamente maggiori, mentre quelle delle regioni centrali risultano in linea (posizionandosi appena sotto la mediana). L’altro gap che persiste è poi quello delle differenze di genere, visto che gli uomini guadagnano quasi l’8% in più delle donne su base oraria.

Infine, un’ultima indicazione in arrivo dai dati fa emergere il valore dell’istruzione. I lavoratori in possesso di una laurea sono infatti capaci di guadagnare fino al 20% in più l’ora rispetto alle proprie controparti che si sono fermate al diploma di scuola superiore. Un vantaggio che appare importante, sebbene risulti ancora piuttosto modesto rispetto a quanto non avviene nella media dei Paesi partecipanti all’Ocse.