Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus

Lavoro e coronavirus: orario ridotto e stesso stipendio? Ecco la proposta

Si ipotizza che nel decreto economico potrebbe esserci questa grande novità.

Il coronavirus ha causato una vera e propria emergenza sanitaria ed una grave crisi economica. Adesso siamo ancora nel pieno della pandemia, con moltissimi lavoratori ancora a casa, con aziende, imprese e attività chiuse e con molti lavoratori in smart working. Il ritorno alla realtà potrebbe essere più difficoltoso di quello che si crede, perché tenere chiuso tutto ancora per molto tempo è impossibile e perché probabilmente il coronavirus non scomparirà di punto in bianco ed occorrerà conviverci.

E dal punto di vista del lavoro, la vita di tutti cambierà radicalmente, perché si dovrà operare in sicurezza. E così le proposte per ripartire sono molteplici. Una recente del Ministro Catalfo può essere considerata rivoluzionaria, perché tratta di riduzione dell’orario di lavoro a parità di stipendio. 

Le problematiche future gravi quanto le attuali

Le attività lavorative a tutti i livelli, sia quelle già riaperte che quelle che riapriranno nei prossimi giorni, dovranno fare i conti con una serie di cambiamenti molto importanti. Un primo assaggio lo si è avuto già dopo le riaperture del 4 maggio, con metro, bus e treni con sedute alternate, fabbriche riaperte, con operai a distanza di sicurezza ove possibile, e naturalmente con tutti i dispositivi di sicurezza indosso. Sarà così anche per i negozi al dettaglio, che dovranno ricevere solo un cliente per volta o pochi per volta in base alle dimensioni.

E magari occorrerà anche differenziare le presenze del personale e dei dipendenti, in attività dove l’assembramento potrebbe essere causato dagli stessi lavoratori. Il ritorno alla normalità non sarà possibile, questo si sa, ma si sa anche che le riaperture di fabbriche come dei negozi, di bar come di centri estetici, sarà nel regime della sicurezza. La riduzione dell’orario di lavoro potrebbe essere una soluzione. A proporla Nunzia Catalfo,attuale Ministro del Lavoro.

Ed è una proposta che pare possa fare capolino nel decreto economico, cioè in quello che doveva essere decreto aprile. Si potrebbe scegliere quindi di differenziare l’accesso alle postazioni di lavoro degli operai, aumentando i turni di lavoro e diminuendo gli operai per ogni turno. 

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Orario ridotto e corsi di formazione

Naturalmente nella proposta, la Catalfo sottolinea anche che a fronte di una riduzione di orario di lavoro, i lavoratori non subiranno alcuna riduzione di stipendio. La proposta della Ministra, Nunzia Catalfo è stata presentata a margine di un incontro in videoconferenza con i sindacati svoltosi ieri che è stato propedeutico per affrontare l’avvio della Fase 2. Al momento è solo una ipotesi ma la Catalfo spinge perché venga inserita nel testo del nuovo decreto. La proposta è nello specifico quella di ridurre l’orario di lavoro, lasciando lo stesso stipendio, in misura temporanea. 

Potrebbe essere previsto che i contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali potranno essere corrette in modo tale da ridurre l’orario di lavoro. La parte ridotta di orario, potrebbe essere impiegata dalle aziende per promuovere, organizzare e far svolgere, percorsi di formazione finanziati da un fondo creato appositamente presso il ministero del Lavoro. “Nel corso della riunione, ho poi anticipato ai miei colleghi una nuova misura di politica attiva, che permetterà ai lavoratori dipendenti di settori colpiti dalla crisi di potenziare le rispettive competenze partecipando a corsi di formazione durante l’orario di lavoro", questo il contenuto della proposta con cui la Catalfo ha presentato il suo alternativo piano. 

La ministra Catalfo ha anche comunicato le altre misure che potrebbero fare capolino del decreto, dal rinnovo della cassa integrazione per ulteriori nove settimane al nuovo reddito di emergenza.Inoltre è confermato anche lo stop ai licenziamenti per cinque mesi.