Autore: B.A

Lavoro

Lavoratori fragili: rischio licenziamento, assenze e malattia e novità dal decreto Agosto

Gli emendamenti al decreto Agosto prevedono grandi novità per i lavoratori più esposti ai rischi del Covid.

C’è una grande fetta di lavoratori, pubblici e privati, che adesso si trovano in una particolare condizione relativa all’emergenza epidemiologica. I lavoratori cosiddetti fragili, cioè quelli che per condizioni di salute sono più esposti ai rischi letali del coronavirus se contagiati, devono tornare al lavoro, ma molti di loro sono preoccupati.

E iniziano a fioccare le assenze, con conseguenti rischi di licenziamento. Il decreto Agosto sta per essere ultimato e alcuni emendamenti riguardano proprio questo spaccato di società lavorativa. Ecco ciò che si pensa di adottare per tutelare questa particolare platea di lavoratori.

Stop licenziamenti fino al 15 ottobre

Quando si parla di lavoratori fragili ci si riferisce a lavoratori pubblici e privati con acclarata esposizione a rischio per il Covid, ossia, con il più alto rischio di subire le peggiori conseguenze in caso di contagio.

Si tratta di quei lavoratori che hanno altre patologie, dai malati oncologici agli immunodepressi e fino ai disabili con legge 104, che statisticamente sono quelli che subiscono le peggiori conseguenze in termini di salute se vengono contagiati dal coronavirus.

Un emendamento al decreto Agosto approvato dalla Commissione Bilancio prevede che fino al 15 ottobre questi lavoratori fragili non potranno essere licenziati per esaurimento del comporto di malattia. Inoltre, lo stesso emendamento prevede che al termine di questo periodo di tutela, cioè dopo il 15 ottobre, questi lavoratori potranno ricorrere allo smart working fino a fine anno. Naturalmente questa possibilità è ammessa in tipologie di attività dove il lavoro agile è possibile.

Dovrebbe essere arrivata alla fine la lunga querelle a cui erano stati lasciati migliaia di lavoratori pubblici e privati che i primi decreti emergenziali per il coronavirus (decreti Cura Italia e Rilancio) non avevano tutelato a pieno di fronte a questa particolarmente grave problematica.

Proprio nel Cura Italia era stata inserita una norma che prevedeva una assenza dal lavoro equiparata al ricovero in ospedale e pertanto, al di fuori del periodo di comporto di 180 giorni al termine del quale può scattare il licenziamento.

Ma è una norma che poi è stata dimenticata nelle proroghe successive al decreto Cura Italia. Adesso viene colmato questo buco normativo. E proprio questa mancanza normativa ha fatto si che per oltre due mesi alcuni lavoratori si sono trovati davanti ad un autentico bivio, cioè il tornare al lavoro, nonostante i rischi, o assentarsi, magari prendendo le ferie maturate, in modo tale da non andare a caricare di giorni di assenze il periodo di comporto che poi potrebbe portare al rischio licenziamento una volta superato.

Come funziona la tutela per i lavoratori fragili

Adesso con la correzione al decreto Agosto, questi lavoratori potranno, tramite certificato medico che attesti la condizione di rischio, potranno assentarsi senza che i giorni di assenza influiscano sul periodo di comporto e quindi nel conteggio del limite massimo di 180 giorni.

L’Ok all’emendamento è stato accolto con soddisfazione dalla Presidentessa della Commissione Lavoro della Camera, la pentastellata Susy Matrisciano. “È un bell’esempio di convergenza su un tema importantissimo, in una fase complessa, che consente di coniugare due diritti fondamentali: il diritto al lavoro e quello alla salute”, questo il commento della grillina.