Autore: B.A

Bonus

La verità sul Bonus Pc e tablet: vale solo per il comodato d’uso

Il tanto atteso bonus Pc rischia di rivelarsi una cosa meno appetibile di quanto si pensava inizialmente, pare infatti che servirà solo per avere un Pc in comodato.

Accorciare le distanze tra famiglie più benestanti e famiglie meno abbienti in materia digitalizzazione. Il bonus Pc nasce proprio per sostenere le famiglie che non possono permettersi connessioni a internet e dispositivi tecnologici.

Una situazione che si è manifestata in tutta la sua potenza durante il lockdown. Scuole chiuse e figli a casa che dovevano partecipare a lezioni a distanza tramite i loro device e tramite la rete. Una cosa che inevitabilmente ha fatto emergere uno spaccato della società purtroppo nascosto. Parliamo delle famiglie che non hanno potuto permettere per motivi di disagio reddituale, ai loro figli di seguire le lezioni o che lo hanno fatto con strumenti informatici di fortuna e a volte insufficienti.

Ed il bonus Pc è diventato uno dei benefit del governo più attesi, specie oggi che con la riapertura delle scuole, le lezioni in presenza saranno potenziate dalla didattica integrata digitale. Ed il bonus Pc è diventato il cavallo di battaglia della Ministra per l’innovazione tecnologica, la pentastellata Paola Pisano.

E proprio la Ministra ha confermato il via libera alla misura, dopo l’avallo della Corte dei Conti che come prassi, è un passaggio obbligato per misure di questo genere. Ma il bonus rischia di deludere molti che lo attendevano con ansia. Il motivo? Il Pc piuttosto che il Tablet non potrà essere acquistato, non potrà diventare di proprietà ma sarà assegnato solo in comodato.

Bonus Pc solo tramite operatori

Prima di tutto occorre sottolineare che il bonus, che inizialmente sembrava dovesse nascere sotto forma di voucher, con un buono spesa che si pensava spendibile in qualsiasi negozio per un qualsiasi Pc a propria scelta, dovrà passare per forza da un operatore.

Proprio il Ministro Pisano ha confermato che non si tratterà di un buono spesa da assegnare a famiglie disagiate con Isee e requisiti entro determinati limiti. O meglio, i requisiti o i limiti devono essere comunque centrati, ma il voucher non potrà essere utilizzato dai beneficiari per acquistare Pc o tablet nel negozio sotto casa o in quello di fiducia. Bisognerà passare da un operatore di servizi telefonici.

Un bonus che sa di beffa

La società che gestisce il benefit è Infratel e sarà proprio questa azienda a ricevere il bonus sotto forma di rimborso per il Pc e la relativa connessione messa a disposizione dei beneficiari di questo bonus.

Tra l’altro, oltre al fatto che il Pc o il tablet non sarà acquistabile e quindi sarà preso solo in comodato d’uso, c’è un altro spetto della misura che aumenta la sensazione di beffa di chi si era messo lì in attesa del via libera, magari procurandosi l’Isee e aprendo la propria identità digitale tramite lo Spid (Sistema pubblico di identità digitale), cioè gli strumenti che avrebbero concesso loro di partecipare al bando.

Infatti c’è anche il problema della connessione. Come si sa il bonus è pari a 500 euro, di cui 300 per il Pc e 200 per la connessione a internet. Proprio sulla connessione c’è l’altro elemento quanto meno discutibile del benefit.

Infatti il bonus è richiedibile a condizione che il richiedente non abbia una connessione internet o che ne abbia una inferiore a 30 Mbyte/sec come velocità (in pratica la classica Adsl non serve, perché superata dalle connessioni veloci oggi sul mercato un po’ in tutta Italia). Ed è stata la stessa Ministra a confermare quest’ultimo tassello nella presentazione della misura.