La riforma delle pensioni secondo l’Inps: 63 anni, riscatto laurea gratis, bonus donne e giovani

La riforma delle pensioni secondo l'Inps: 63 anni, riscatto laurea gratis, bonus donne e giovani

I punti cardine della proposta di riforma delle pensioni come la vedono l’Istituto Previdenziale e il suo Presidente Tridico

Nuove regole per superare al quota 100 e per la riforma delle pensioni? Sono questi gli argomenti caldi del momento. Le pensioni sono una urgenza, visto l’approssimarsi della legge di Bilancio e per questo che le proposte di riforma sono all’ordine del giorno.

Molto interessante la visione dell’Inps, che per il tramite del suo Presidente Pasquale Tridico arriva a suggerire interventi che, essendo interni all’Istituto, possono essere considerati opportuni.

L’uscita a 63 anni per le pensioni, come fare?

Dai 62 anni di quota 100 ai 63 anni dal 2022, sarebbe questa una soluzione che oggettivamente renderebbe meno drastico il colpo per la chiusura di quota 100. Vuoi mettere uno scalone di 5 anni rispetto ad un solo anno di differenza?

L’Inps suggerisce una uscita a 63 anni. In pratica, ok all’idea che sembra prendere sempre più piede, cioè l’estensione delle categorie di lavoro gravoso, cioè l’estensione di fatto dell’Ape sociale.

Ma non basta allargare le uscite a 63 anni solo con l’Ape sociale, perché secondo l’Inps e secondo Tridico, questo lascerebbe comunque in preda allo scalone, molte altre persone che svolgono mansioni non usuranti o non considerate tali.

L’Ape sociale resta una misura a metà tra l’assistenziale e il previdenziale e si rischia di lasciare fuori anche lavoratori che non hanno i requisiti sociali previsti.

Per questo Tridico ribadisce la soluzione della pensione flessibile a 63 anni col calcolo della sola quota contributiva alla data di uscita e con la restante quota retributiva che scatta a 67 anni. Il lavoratore otterrebbe subito una prima quota di pensione, per poi ottenere la pensione completa a 67 anni.

Giovani e donne, le soluzioni alle loro pensioni da parte dell’Inps

Se i lavori gravosi sono uno spaccato della società da agevolare in termini di pensionamento, non vanno trascurati, secondo Tridico, i giovani e le donne.

Secondo Tridico il riscatto di laurea dovrebbe essere gratis. Non tutti i giovani lavoratori infatti hanno la possibilità di spendere soldi per il riscatto della laurea. Anche in versione agevolata infatti, il riscatto del periodo dedicato allo studio universitario resta oneroso.

Inoltre secondo Tridico si potrebbe correggere il coefficiente di trasformazione per i periodi di formazione dei giovani, rendendolo più vantaggioso.

Occorre ritornare a parlare di pensione di garanzia. Soprattutto alla luce della fase pandemica, saranno sempre di più i lavoratori che in futuro percepiranno pensioni da fame.

Precariato, disoccupazione, lavoro intermittente e così via, sono lì a minare gli assegni futuri. Ed ultimamente, dopo mesi e mesi in cui se ne parlava assiduamente, secondo Tridico la pensione di garanzia è caduta nel dimenticatoio.

Per le donne infine, occorrerebbe prevedere sconti in termini di età pensionabile o di contribuzione necessaria, in base ai figli avuti. Non c’è categoria più penalizzata dal lavoro intermittente che non sia quella delle donne.