Autore: B.A

La riapertura dei bar e dei ristoranti, ecco il bilancio

Sette giorni di riapertura per i pubblici esercizi permettono un primo bilancio.

Da lunedì scorso la cosiddetta Fase 2 è entrata nel vivo. I pubblici esercizi (non tutti, perché c’è chi è ancora chiuso) hanno riaperto le serrande. La normalità però è ancora un miraggio. Le immagini della movida, per quello che possono valere, riguardano alcuni pubblici esercizi, ma non tutti. L’universo di bar e ristoranti, di trattorie e pizzerie è vasto e variegato. Ecco perché, il bilancio di questi primi 7 giorni di apertura, è negativo, molto negativo. La realtà ha superato anche le ipotesi più negative.

Fipe: «le riaperture? Una tragedia»

Un primo bilancio delle riaperture di bar, ristoranti e simili, lo ha tracciato la Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercenti. Un bilancio negativo, questo ciò che sottolinea Aldo Cursano, vice presidente della Fipe. «Per ora è una tragedia, a giugno si copriranno i costi?», Questo ciò che ha dichiarato Cursano. Secondo la Fipe, le perdite per queste attività sono ingenti, perché sono molte le persone che hanno poca voglia di sedersi ai tavoli. Tragico è il termine usato da Cursano per spiegare la situazione. Un momento nero per i pubblici esercizi che hanno scelto di riaprire, nonostante tutte le regole (e sono molte) per contenere il contagio e per salvaguardare la salute pubblica.

Le perdite sono importanti

Se il lockdown ha prodotto gravi danni per i pubblici esercizi, costretti a restare chiusi per mesi, la riapertura non ha certo migliorato di moto la situazione. «Molti locali lavorano in perdita, compresi i miei», parole sincere di Cursano che essendo anche un imprenditore, ha tre locali a Firenze. Di questi, due sono ripartiti lunedì 18 maggio, ma secondo il vice presidente Fipe, hanno lavorato al 25% del potenziale solo ieri sera, sabato. In settimana invece, pochissimi gli avventori ricevuti, soprattutto ai tavoli. Anche sulle accuse di Codacons, sugli aumenti dei prezzi che sembra siano stati una costante delle riaperture, Cursano è netto nel respingere le polemiche.

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In risposta alla associazione dei consumatori sul rincaro dei prezzi Cursano ha voluto sottolineare come, «Molti ristoratori, al contrario, stanno applicando sconti». Un tentativo estremo di attrarre clienti.
Il motivo dell’andazzo tragico della situazione secondo Cursano è di facile individuazione: «Bar e ristoranti sono l’emblema di una qualità della vita gradevole e normale, è chiaro che nel momento in cui non tutti gli uffici hanno riaperto e la gente ha ancora timore del contagio i locali rimangano pressoché vuoti. Tuttavia il settore è chiamato ad affrontare questo periodo guardando all’immagine e assumendo il ruolo di trascinatore: se si guarda al business, agli incassi, ai bilanci si percorre una strada non prolifica che porterà ad un alto tasso di mortalità delle imprese; se invece si resisterà continuando a trasmettere fiducia, voglia, intraprendenza, garanzia e sicurezza allora si ripartirà. Al momento si lavora in perdita, ma l’auspicio è che entro giugno si riesca almeno a coprire la totalità delle spese».