Autore: B.A

Pensione - Quota 100

30
Dic

La nuova quota 100 a 64 anni dal 2022, ecco cosa potrebbe succedere

Dal prossimo anni iniziano i lavori per la riforma delle pensioni e per evitare lo scalone di 5 anni.

Legge di Bilancio approvata e adesso, il governo Conte bis si adopererà per i nuovi provvedimenti che erano stati rimandati a dopo il completamento della manovra finanziaria. Tra questi, sicuramente c’è il capitolo pensioni, con una riforma previdenziale di cui il sistema pare abbia assolutamente bisogno. La carenza di flessibilità, la rigidità della legge Fornero e ciò che lascerà in eredità quota 100, sono fattori che potrebbero determinare un radicale restyling del nostro sistema pensionistico.

Le basi sembrano già essere state messe, perché presso il Cnel, per esempio, Tiziano Treu ha costituito un pool di tecnici, tra esperti previdenziali e professori universitari, che dovrebbero lavorare per trovare soluzioni alle tante problematiche del sistema. Presto poi, si riaprirà il tavolo di riforma tra governo e sindacati. Infine, andrà costituita, come sembra già programmata, una commissione che valuterà le varie attività lavorative da considerare usuranti, gravose e logoranti, in modo tale da valutarne l’eventuale uscita agevolata per le pensioni.

La nuova quota 100 nel 2022 a 64 anni?

Sono Alberto Brambilla, Angelo Pandolfo, Cesare Damiano, Marco Leonardi, Michele Raitano e Michele Faioli i tecnici che Treu ha messo insieme affinché inizino a trovare soluzioni per il sistema previdenziale. I due principali temi che questi esperti andranno ad affrontare sono la quota 100 con lo scalone minimo di 5 anni che la chiusura della sua sperimentazione lascerà dal 2022 e la pensione inadeguata come importo, che andranno a percepire le generazioni di pensionati future, cioè i giovani di oggi che stentano a racimolare montanti contributivi elevati per via del lavoro instabile e della disoccupazione.

Cominciano a trapelare anche alcune indiscrezioni ed alcuni progetti atti a risolvere queste problematiche. Da qualche giorno, si parla tanto di quota 100 nel 2022. La misura è nata in via sperimentale nel 2019 e scadrà il 31 dicembre 2022. Dopo tale data, se il sistema resterà immutato, per i lavoratori tagliati fuori dalla misura di pensione anticipata del governo dei due Vice Premier, Salvini e Di Maio, non resterà che tornare ad aspettare le pesanti soglie pensionistiche della Fornero.

Lo scalone di cui tanto si parla, quello che costringerà, chi non è riuscito a rientrare in quota 100, perché compie i 62 anni o completa i 38 di contributi dopo il 2021, a restare al lavoro o attendere la quiescenza per 5 o più anni (pensione di vecchiaia a 67 anni o anticipata a quasi 43 anni di contributi). Nelle ultime ore appare possibile che quota 100 vada oltre la sua scadenza, ma con la sua struttura debitamente rivisitata. Si parla di una quota 100 con età anagrafica superiore a quella attualmente prevista e con un periodo di contribuzione inferiore.

Sarebbe una quota 100 che partirebbe dai 64 anni di età e dai 36 anni di contribuzione minima. In questo modo, si ridurrebbe lo scalone a soli 2 anni e ci si avvicinerebbe verso la quota che davvero è stata utilizzata in questo primo anno di utilizzo della misura, cioè quota 103. In effetti, numeri alla mano, è stata quota 103 quella più utilizzata dai richiedenti la quota 100 quest’anno. Lavoratori con 63 anni di età e alle porte dei 40 anni di contributi, questo l’identikit medio di chi ha scelto la pensione anticipata con quota 100.

Abbassare la soglia dei contributi è una necessità che ha aumentato la sua importanza alla luce del fatto che, tra le accuse mosse a quota 100, quella di essere poco fruibile da donne e carriere discontinue è una delle più gettonate. In effetti, 38 anni di contributi minimi necessari per la quota 100, sono apparsi subito una enormità, soprattutto per chi non ha avuto la fortuna di avere carriere lavorative continue e per le donne che spesso hanno sacrificato carriere lavorative per la cura della famiglia o per i figli.